Le forze militari regolari dell’Ucraina hanno 24 ore di tempo per sgombrare dalla regione separatista del Donetsk. Altrimenti sarà la guerra civile. E’ l’ultimatum lanciato da, Serghiei Zdriliuk, vicecomandante delle milizie della regione (in Ucraina si chiama oblast) autoproclamatasi repubblica dopo il referendum dell’11 maggio (foto by InfoPhoto). Queste le sue parole: “Se i veicoli corazzati non saranno ritirati e i blocchi stradali delle cosiddette autorità non saranno rimossi, avrò sufficiente potere e mezzi per distruggere e bruciare qualsiasi cosa“. L’ultimatum è del 15 maggio e scade a mezzanotte.

Nel frattempo a Kiev i politici “lealisti” hanno organizzato un incontro per porre termine ai violentissimi scontri fra le truppe governative e i ribelli filorussi che nel sud-est della nazione durano ormai da mesi. Tuttavia nessun rappresentante dei filorussi è stato invitato. La Russia non si è lasciata scappare l’occasione per gettare altra benzina sul fuoco. Il ministro degli esteri Sergej Lavrov ha dichiarato: “L’Ucraina si avvicina alla guerra civile come mai prima“, aggiungendo che ai colloqui di riappacificazione devono essere invitati anche i rappresentanti dei separatisti.

Tuttavia il presidente provvisorio dell’Ucraina, Oleksandr Turcinov, ha ribattuto: “Siamo pronti al dialogo con le regioni dell’est e anche a cambiamenti nel sistema di governo. Ma non permetteremo a coloro che impongono la volontà di Mosca di terrorizzare e ricattare l’Ucraina“. Non si prospetta niente di buono all’orizzonte.