La tregua di Minsk inizia a dare i primi risultati: in Ucraina i ribelli della fazione filorussa hanno cominciato il ritiro delle armi pesanti dal fronte, lasciando la zona per ora tranquilla del Donbass. La notizia è stata data dal ministero della Difesa della repubblica di Donetsk.

Nel frattempo le truppe del governo di Kiev hanno iniziato ad abbandonare la città di Debaltsevo, che era ormai stata circondata dagli uomini di Donetsk. A confermare l’avvenuto allontanamento vi sono anche alcuni giornalisti di una tv ucraina che hanno visto i soldati ritirarsi a piedi o a bordo di blindati.

Fonti militari affermano di aver ricevuto l’ordine del ritiro intorno alle 6 di questa mattina. Le truppe si stanno avviando verso Artemivsk, città situata a circa 40 km da Debaltsevo, dove però continuano a rimanere altre unità nonché numerosi civili.

L’Ucraina teme per l’incolumità di queste persone, dato che i bombardamenti sulla città da parte dei filorussi sarebbero ancora in corso e in effetti un vero e proprio corridoio di sicurezza sarebbe al momento ancora inesistente.

Maksym Leshcenko, a capo dell’amministrazione di Debaltsevo, nodo ferroviario posto in posizione strategica per entrambi gli schieramenti, parla invece di una vera e propria resa: “Centinaia di soldati ucraini si stanno arrendendo a Debaltsevo, consegnando le armi”.

Non mancano bombardamenti e scontri in altre zone dell’Ucraina, in questo modo rendendo effettivamente inconsistente il rispetto della tregua imposto dagli accordi di Minsk. Parrebbe difficile che in soli 14 giorni si venga a creare la concordata zona di sicurezza nell’area Sud-Est del Paese, larga al massimo 140 km, stando alla gittata dell’artiglieria disponibile ai due eserciti.

Joe Biden, vicepresidente USA, ha parlato di una violazione del cessato il fuoco e avendo parlato di recente con Poroshenko le accuse sono tutte rivolte verso i separatisti e la Russia, la quale avrebbe disposto il trasporto di armi pesanti nelle ore precedenti la tregua stabilita. Biden lamenta anche l’impossibilità dell’arrivo degli osservatori OCSE a causa del prolungarsi degli attacchi da parte del fronte filorusso.