La Nato è ormai pronta ad assumere una decisa posizione interventista in merito alla questione della crisi in Ucraina.

Stando ad alcune fonti, tra cui la BBC, la presenza militare dell’organizzazione internazionale è destinata a crescere di 5000 uomini e sei stazioni di comando.

Nel frattempo il segretario di stato degli USA, John Kerry, è oggi a Kiev, dove incontrerà il presidente Poroshenko, il premier Yatsenyuk e il ministro degli esteri Klimkin, con i quali discuterà dei passi da compiere per assicurare la fine di quella che si profila come una vera e propria guerra civile.

Secondo fonti vicine a Kerry nelle nuove risoluzioni ci sarebbe anche un pacchetto di 16,4 milioni di dollari in aiuti umanitari, destinati ai civili dell’Ucraina dell’Est, mentre a Washington si discute se passare anche all’invio di armamentari utili nella lotta contro i ribelli della parte separatista del Paese.

Nel frattempo sono già in atto le sanzioni contro la Russia ratificate da tutti i ministri dell’Unione Europea e oggi Jens Stonltenberg, segretario generale della Nato, ha confermato che l’invio di truppe in Ucraina sarà il più grande contributo all’irrobustimento della difesa dell’allenza atlantica dai tempi della Guerra Fredda.

Un riferimento non proprio casuale, con tutta probabilità, studiato appositamente per lanciare un messaggio forte alla Russia. Secondo Federica Mogherini, l’alto rappresentante dell’Unione Europa per gli affari esteri e la politica di sicurezza, l’escalation di violenza e la guerra in corso potrebbe presto portare a un deterioramento definitivo delle relazioni tra UE e Russia.

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