La tensione torna a crescere in Ucraina. Nel Paese da mesi è in atto uno scontro tra le forze separatiste filorusse e l’esercito di Kiev. Nelle ultime ore gli attacchi dei ribelli si sono intensificati intorno alla città di Debaltseve, provocando la morte di 7 soldatesse e il ferimento di altri 24 militari ucraini. Al pesante bilancio vanno ad aggiungersi i due civili uccisi negli scontri a Lugansk.

Le forze filorusse nei giorni scorsi hanno lanciato un’offensiva nella città di Mariupol, obiettivo strategico per la presenza del porto sul Mare di Azov, causando almeno 30 morti, di cui due bambini. Proprio per proteggere la popolazione infantile, le autorità ucraine nelle ultime ore hanno disposto l’evacuazione in massa dei bambini dalle regioni separatiste di Dontesk e Lungasnk, nell’area di Donbas.

Nei prossimi giorni, infatti, il Governo ucraino prevede un intensificarsi degli attacchi dei ribelli che stanno colpendo anche la popolazione civile, come dimostra la strage compiuta a Mariupol sabato scorso, quando i filorussi hanno lanciato dei missili sul mercato cittadino.

L’accordo tra il Governo ucraino e i filorussi, siglato a Minsk il 5 settembre e riconfermato il 9 dicembre, non ha sortito alcun effetto. A nulla sono valsi anche gli appelli di Papa Francesco a una risoluzione pacifica del conflitto. Il pontefice nelle scorse ore aveva auspicato una riapertura del dialogo:

Seguo con viva preoccupazione l’inasprirsi degli scontri nell’Ucraina orientale, che continuano a provocare numerose vittime tra la popolazione civile. Mentre assicuro la mia preghiera per quanti soffrono, rinnovo un accorato appello perché si riprendano i tentativi di dialogo e si ponga fine ad ogni ostilità.

La nuova offensiva dei filorussi in Ucraina preoccupa anche gli Stati Uniti di Obama. Il presidente degli USA nelle scorse ore ha annunciato nuove misure per isolare la Russia, pur escludendo un intervento armato. Anche l’UE segue con apprensione l’inasprirsi del conflitto. Per oggi è stato convocato un vertice di emergenza dei Ministri degli Esteri dei 28 Stati membri. Per l’ex ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, che oggi ricopre il ruolo di alto rappresentante della politica estera UE, questo attacco porterà inevitabilmente a un ulteriore deterioramento dei rapporti tra l’Europa e la Russia. La Mogherini ha invitato la Russia a usare tutta la sua influenza sui ribelli per porre fine agli attacchi contro i civili.

La tregua, per ora, appare però solo un miraggio. I separatisti hanno infatti intenzione di mantenere il controllo sull’aeroporto di Donetsk e continuare a terrorizzare la popolazione per poter avere un maggiore potere contrattuale quando si tratterà di siglare la pace e demarcare i confini. La Russia, d’altro canto, non ha alcun interesse a favorire la pace in Ucraina, dopo la svolta filoccidentale del Paese che punta a entrare nella NATO.

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