Il presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, ha richiesto a gran voce l’intervento dei caschi blu dell’ONU per difendere il suo paese dall’avanzata delle truppe russe.

Poroshenko ha ribadito la necessità di una missione di polizia europea che, sotto mandato Onu, possa mantenere la pace in un paese che vive ogni giorno come fosse l’ultimo prima dello scoppio e del ritorno della guerra. La pace, d’altronde, è stata violata a più riprese dall’inizio della tregua e questo crea molte preoccupazioni nella regione, soprattutto ora che i soldati ucraini si sono ritirati da Debaltsevo.

Poroshenko, per il mantenimento della pace nell’Est dell’Ucraina, pensa che l’arrivo di una missione di polizia europea possa essere “la migliore opzione per garantire la sicurezza, in una situazione in cui il cessate il fuoco non è rispettato né dalla Russia, né da coloro che la sostengono”, le sue parole. L’idea sarebbe quella di un contingente di pace internazionale, che monitori il confine russo-ucraino e la linea che separa l’Ucraina dai territori separatisti.

Pronta, però, è arrivata la risposta di Mosca, che accusa Poroshenko di voler “distruggere gli accordi di Minsk” che erano stati conclusi tra Kiev e i ribelli filorussi. Le parole dell’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitali Churkin, sono chiare: “Quando qualcuno, invece di fare ciò su cui ci si è messi d’accordo, promuove un nuovo schema, solleva dei sospetti sulla volontà di distruggere gli accordi di Minsk. Questi accordi sono appena stati conclusi: se vengono proposti immediatamente altri schemi, si pone la questione di sapere se saranno rispettati”.

La proposta di Poroshenko, però, non dispiace. Alcuni leader dei ribelli filorussi, infatti, si dicono favorevoli all’iniziativa: “Fin dall’inizio, quando è cominciato questo conflitto, avevamo suggerito alla Russia e agli altri Paesi presenti nel consiglio di sicurezza dell’Onu, di considerare la questione dell’invio di peacekeeper lì. Ci fu opposto un rifiuto. Se ora vogliono mandarli, non siamo contrari, lasciamo che li mandino”, le parole di Eduard Basurin, vice comandante delle milizie dell’autoproclamata repubblica di Donetsk.