“È stato versato sangue oggi”, ha detto ai giornalisti il deposto presidente ucraino Viktor Yankovich rifugiato a Rostov sul Don (in Russia) parlando degli eventi nella città orientale di Slavyansk.

“Adesso il nostro paese si trova in una situazione completamente nuova, con un piede nella guerra civile. Kiev ha emesso un decreto autorizzando l’uso della forza, da parte di forze armate e esercito, contro i manifestanti. Durante la mia presidenza, non abbiamo mai usato tali metodi contro radicali o estremisti” ha aggiunto.

È Dal 12 aprile che i filorussi si sono impossessati dei palazzi amministrativi nelle città vicine al confine con la Russia, il governo di Kiev ha risposto con una operazione antiterrorismo che ha già fatto le prime vittime ma che rischia di degenerare con l’intervento delle forze armate.

Yanukovich da la colpa all’attivismo degli Stati Uniti, “Parte della responsabilità nel trascinare il paese nella guerra interna è degli USA, che interferiscono brutalmente nella situazione e dicono al governo a Kiev che cosa deve fare”.

L’ex presidente ha anche dichiarato che il direttore della CIA John Brennan ha visitato l’Ucraina e ha avuto una riunione con le autorità di Kiev e ordinato l’operazione militare nella zona est del paese. Fonti giornalistiche affermano anche che Brennan visitò Kiev alla vigilia della crisi ucraina e tenne una serie di riunioni segrete con i leader del maidan ucraino.

Yanukovich ha avvisato che in caso di un giro di vite sui manifestanti e l’utilizzo dell’uso della forza, i “nuovi governanti dell’Ucraina avranno la piena responsabilità di quello che sta succedendo”, il deposto presidente ha aggiunto che il popolo ucraino non accetterà mai una “dittatura” e un potere preso dai nazionalisti, esortando le forze di sicurezza del paese di non obbedire agli “ordini illegali” e astenersi da sparare al “popolo ucraino”, “Non sarete mai perdonati”, ha continuato Yanukovich.

L’Ucraina è ora “inesorabilmente verso il fallimento e nel caos”, ha dichiarato Yanukovich sottolineando l’opportunità di far svolgere un referendum, unico modo per evitare di spaccare l’unità nazionale, “C’è una domanda urgente del referendum, che può proteggere il paese da una scissione. Questa è l’unica soluzione”, ha detto.

Yanukovich: “In primo luogo ci dovrebbe essere un referendum poi una nuova costituzione e solo dopo questi passaggi, le elezioni parlamentari.”

Il deposto presidente ucraino è a Rostov sul Don da metà febbraio, si rifiuta di accettare la sua estromissione e insiste sul fatto che egli rimane il leader legittimo dell’Ucraina dove sono previste elezioni anticipate per il 25 maggio.

Anche la Russia si fa sentire, il ministero degli Esteri russo ha definito “un ordine criminale” la scelta di Kiev di inviare truppe regolari nelle regioni orientali e russofone del Paese. Il Kremlino ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza Onu sulla crisi ucraina, a rischio a questo punto anche la riunione del 17 aprile a Ginevra tra Usa-Russia-Ue-Ucraina.