Completamente a rimorchio degli Stati Uniti, l’Unione europea si prepara ad inasprire le sanzioni contro la Russia per la vicenda dell’Ucraina. Gli ambasciatori dei 28 paesi membri hanno deciso ieri all’unanimità di rendere più pesanti le misure punitive contro Mosca, accusata di destabilizzare l’Ucraina, raccogliendo così la proposta della Commissione.

In breve, si tratta di questo: nei paesi europei non potranno più essere acquistati nuovi titoli emessi da banche russe; embargo su nuovi contratti per armi; divieto di nuove esplorazioni e trivellazioni petrolifere; embargo su tecnologia destinata ad uso militare. Inoltre per otto nuove persone, quattro delle quali vicinissime a Vladimir Putin, scatta l’inserimento nella lista nera, cioè il congelamento dei beni e il divieto di visto.

Gli Stati Uniti, attraverso il segretario di Stato John Kerry, hanno rincarato la dose: “Non esiste la minima prova che la Russia voglia fermare le violenze e lo spargimento di sangue nell’Ucraina orientale“. La replica dal ministero degli esteri di Mosca: “Analisi ipocrita“. Secondo dati dell’Onu, dall’inizio della guerra civile a metà aprile ci sono stati 1.100 morti e 3.442 feriti. Oltre 100mila persone sono fuggite dalle zone di combattimento, nell’est dell’Ucraina.