C’era da aspettarselo: solo gli ingenui potevano pensare che la Russia avrebbe subìto le sanzioni di Stati Uniti e Unione europea senza reagire. E l’Europa, l’Italia in particolare, rischia di fare la fine del vaso di coccio tra i due vasi di ferro. Dopo il recente inasprimento delle sanzioni occidentali per la vicenda dell’Ucraina, il presidente del Cremlino Vladimir Putin e il suo primo ministro Dmitrij Medvedev non hanno tardato ad eseguire la propria contromossa: per un anno saranno vietate le importazioni di quasi tutti i prodotti alimentari in arrivo da Ue e Usa (più Australia, Canada e Norvegia).

Cosa significa questo per l’Italia? Che dovrà rinunciare a circa 700 milioni di euro. E’ questo infatti il valore, secondo stime dei Coltivatori diretti, delle eportazioni verso la Russia di prodotti alimentari del Made in Italy nel 2013. Secondo fonti diplomatiche, il valore degli alimentari bloccati in tutta l’Unione europea si aggira intorno ai 12 miliardi di euro. Ma non è finita qui. La Russia sta preparando altre manovre: sanzioni dirette verso i settori industriali e una revisione delle rotte di transito per le compagnie aeree europee.