Erano più di 500 mila le persone che ieri, 8 dicembre, sono scese in piazza a Kiev, in Ucraina, per contestare la scelta del governo di non proseguire i negoziati per l’annessione del Paese all’Unione europea e per chiedere le dimissioni del presidente Viktor Yanukovich.

Durante la manifestazione sono stati bloccati gli accessi alla sede del governo e del palazzo del capo dello Stato erigendo barricate con panchine, tronchi e barriere metalliche su un lato della strada. Centinaia gli agenti in assetto in assetto antisommossa schierati a difesa degli edifici, ma la tensione ha raggiunto i massimi termini quando alcuni manifestanti hanno abbattuto la statua di Lenin nel centro della capitale. I manifestanti, probabilmente militanti del partito ultranazionalista Svoboda, hanno legato delle corde attorno alla statua, l’hanno fatta cadere al suolo, e quindi l’hanno decapitata, al grido di “Yanukovich sei il prossimo“.

Contro Yanukovich ha fatto sentire la sua voce anche l’ex premier Yulia Tymoshenko, il cui volto campeggia su molte bandiere. Dal carcere, dove sconta una condanna a 7 anni per abuso d’ufficio, ha inviato ai manifestanti un messaggio letto da sua figlia: “Il nostro obiettivo – ha scritto – sono le dimissioni immediate del presidente dell’Ucraina. Vada via subito“.

(Foto by InfoPhoto)