È guerra aperta tra Google e l’Unione Europea. Il Parlamento europeo oggi ha infatti chiesto alla Commissione europea una reazione più decisa all’abuso della posizione dominante del colosso di Mountain View. La “Risoluzione per la difesa dei diritti dei consumatori nei mercati digitali” approvata a Strasburgo propone una riforma dell’assetto societario che preveda la separazione dei motori di ricerca dai servizi e dalle attività commerciali offerte da Google.

La mozione è stata promossa dai socialisti e dal Partito Popolare Europeo che da soli detengono il 55% dei seggi. Oggi ben il 90% delle ricerche online in Europa passa attraverso Google, una percentuale nettamente maggiore a quella statunitense. Il Parlamento europeo accusa la compagnia californiana di concorrenza sleale nei confronti delle aziende rivali. In parole povere, per l’UE Google giocherebbe sporco, anteponendo i suoi servizi a quelli della concorrenza nei risultati delle ricerche.

Il Parlamento europeo non ha potere di intervento sulle aziende, ma la Commissione sì. Da qui la risoluzione approvata oggi a Strasburgo che, pur non obbligando la Commissione a un intervento, mette pressione all’esecutivo affinché prenda una posizione più netta sulla questione. La richiesta è stata approvata con 384 voti favorevoli, 174 contrari e 56 astenuti.

Günther Oettinger, che dal primo novembre scorso è a capo della commissione europea per l’economia e la società digitale, ha espresso parere contrario a qualsiasi tentativo di smantellamento della società. Secondo l’economista tedesco, azioni simili ostacolerebbero l’economia di mercato su cui si fonda l’Unione Europea, sconfinando nell’economia pianificata.

Google è nel mirino dell’Unione Europea anche per la pubblicazione di materiale coperto da copyright nei risultati di ricerca e per il sistema operativo Android, utilizzato secondo l’Antitrust per promuovere le proprie applicazioni a svantaggio dei prodotti della concorrenza. Senza contare il nodo ancora irrisolto della privacy. La Commissione Europea sostiene che il diritto all’oblio deve essere garantito da Google ai suoi utenti in tutti i motori di ricerca e non solo nei domini comunitari.