Nuovo scontro all’orizzonte tra l’Ue e il governo italiano. In settimana dovrebbe arrivare infatti una lettera di monito da parte dell’Unione Europea nei confronti del debito pubblico nel nostro paese, che continua a preoccupare.

Sarebbe già pronta una missiva destinata all’Italia da parte dell’Ue, che dovrebbe essere consegnata tra martedì e mercoledì di questa settimana. Si preannuncia una lettera di richiamo ufficiale da parte della Commissione sul deficit stutturale, per richiamare il nostro paese sulla questione del debito pubblico.

Il ministro dell’economia e delle finanze italiano Pier Carlo Padoan in un recente intervento ha dichiarato: “Con Bruxelles è in corso una discussione normale per verificare i dati del 2016 di finanza pubblica” e “con il Documento di Economia e Finanza di aprile troveremo una soluzione definitiva”.

Tra i contenuti che dovrebbero essere presenti nella lettera, l’Ue capitanata dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker potrebbe richiedere al nostro paese una manovra aggiuntiva del peso di circa 3 miliardi di euro, in modo da scongiurare il pericolo di un’eventuale procedura nei confronti dell’Italia per deficit eccessivo.

Si tratterebbe però di una richiesta piuttosto inaspettata per Padoan e il governo Renzi. Sembrava infatti che l’Ue avrebbe espresso un giudizio sull’economia italiana soltanto dopo la Legge di Stabilità prevista per il prossimo maggio, ma a quanto pare ci potrebbe essere un’accelerazione nei tempi a causa delle preoccupazioni sul nostro debito.

Questa è una procedura straordinaria e il governo si sarebbe già attivato per cercare di comprendere le ragioni che hanno portato l’Ue a una decisione del genere. La ragione principale sarebbe l’allarme nei confronti del deficit italiano. Secondo le stime europee, il nostro paese farà registrare un deficit del 2,5% nel corso del 2016.

Per evitare una bocciatura da parte dell’Ue, il nostro deficit deve invece arrivare a quota 2,3%. Per fare che ciò si verifichi, la commissione europea è intenzionata a chiedere un correttivo del valore di 3 miliardi di euro, mentre la richiesta da parte del governo italiano è di una cifra intorno ai 2 miliardi e quindi attualmente è in corso una trattativa per poter raggiungere un accordo.