“Ce l’ho con il mondo, volevo farla finita”, è quello che ha detto ai carabinieri un 17enne che si è presentato alla festa di fine anno a scuola vestito con una tuta mimetica e estratto dal fodero di chitarra un fucile contenente una sola cartuccia, una trentina in tasca e tre confezioni a portata di mano.

E’ quello accaduto al liceo Bagatta di Desenzano del Garda che ieri sembrava essere uno di quei college degli Stati Uniti, tristemente protagonisti, troppo spesso, delle cronache per stragi di innocenti. (foto by InfoPhoto)

Nella scuola italiana però tutto è finito bene, le insegnanti si sono insospettite del ragazzo vestito in quel modo e con una grande borsa con sé, una docente gli chiede cosa stia facendo e dopo le parole non troppo tranquillizzanti del giovane scatta l’allarme a scuola, un fuggi fuggi e il preside che chiama i carabinieri. Il 17enne a quel punto cerca di scappare ma viene fermato e disarmato.

L’arma risulta essere un fucile semi automatico da caccia, ai militari durante un primo interrogatorio ha dichiarato che non voleva fare male ai compagni ma solo che voleva compiere un atto dimostrativo perché come poi dichiarato “lui è contro la guerra e la violenza”.

“Un ragazzo difficile da gestire”, a detta dei suoi docenti che hanno dichiarato: “uno studente problematico rovinato anche da genitori con i quali è sempre stato impossibile confrontarsi perchè lo hanno sempre difeso, lo scorso anno avevamo segnalato all’ex dirigente scolastico la situazione relativa a questo studente decine di volte ma purtroppo i dirigenti spesso devono seguire diversi istituti e noi docenti ci troviamo a dover affrontare da soli tante problematiche”.

Lo scorso anno, quando aveva partecipato al test Invalsi, la prova scritta che ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti, aveva consegnato un elaborato pieno di frasi surreali, scritte strane, persino svastiche. Il test era stato invalidato. Quando a poche settimane dalla fine dell’anno i docenti, come da prassi, avevano avvisato la famiglia che il ragazzo sarebbe stato bocciato, la madre aveva reagito al telefono in modo molto duro. “Disse che non capivamo nulla, che avrebbe ritirato il figlio dalla scuola. Poi cambiò idea ma pretese che venisse assegnato ad un’altra sezione e ovviamente l’accontentarono” ha ricordato un docente. “Quest’anno il profitto scolastico andava meglio, non il comportamento” ha concluso.