Il mondo della cultura piange la scomparsa di Umberto Eco, che si è spento all’età di 84 anni (compiuti il 5 gennaio scorso). La sua famiglia avrebbe confermato al quotidiano La Repubblica che lo scrittore e semiologo è venuto a mancare alle ore 22:30 di venerdì 19 febbraio, nella sua abitazione.

Umberto Eco è considerato uno dei più importanti scrittori contemporanei a livello mondiale ed è autore di romanzi oggi pietre miliari della letteratura, come Il nome della rosa (da cui è stato tratto anche un film con Sean Connery, diretto dal francese Jean-Jacques Annaud) e Il Pendolo di Foucalt. Fra gli altri romanzi scritti da Umberto Eco si ricordano anche Baudolino, La misteriosa fiamma della regina Loana e l’ultimo, Numero zero. Dal 2008 Professore emerito e Presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna, lo scrittore conta soprattutto una vastissima produzione di saggi e di lavori scritti in ambito semiologico e filosofico. Dal novembre del 2010 era anche socio dell’Accademia dei Lincei (per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche).

I suoi lavori sono stati tradotti in tantissime lingue ed Umberto Eco è internazionalmente riconosciuto come un grande personaggio della cultura italiana, che ha saputo spesso accendere dibattiti molto accesi anche intervenendo su fatti di politica e di attualità. Un personaggio talmente grande da essere stato insignito di ben quaranta lauree honoris causa nel corso della sua vita.

Fra i tanti campi di cui si è occupato, Umberto Eco ha dato anche un notevole contributo allo studio sui mass media e sulla cultura di massa già a partire dalla fine degli anni Cinquanta, tanto da scrivere, nel 1961, il breve articolo Fenomenologia di Mike Bongiorno.