Le produzioni cinematografiche spesso hanno grossi costi che non riguardano solo lo sperpero di denaro, ma anche lo stesso ambiente che accoglie i set.

Ecco perché, in un periodo in un l’inquinamento globale ha raggiunto livelli preoccupanti, è nata la rivoluzione verde promossa da Edison attraverso l’iniziativa ‘Edison Green Movie’ presentata al Cannes Village International Riviera proprio ieri.

Alla presentazione hanno partecipato Isabella Ferrari e Alessandro D’Alari, oltre ad Andrea Prandi, direttore Relazioni esterne e comunicazione Edisone, Carlo Cresto-Dina, produttore Tempesta (partner dell’iniziativa) e GianLuca Farinelli, direttore della Fondazione Cineteca di Bologna.

Quello presentato dall’Edison Green Movie vuole essere il primo protocollo di certificazione europea che regola le produzioni di film sostenibili.

L’obiettivo di questa iniziativa è di trovare produzioni cinematografiche intenzionate a ridurre il livello di inquinamento prodotto durante le riprese, che non significa solo le emissioni di CO2.

‘Il set di un film – spiega infatti Carlo Cresto-Dina – è una carovana, un villaggio mobile, che mima e riproduce quasi tutto quello che avviene in una vera città. Sul set si mangia, si dipinge, si cuce, si produce energia, si costruisce e si distrugge, si bagna e si asciuga… Inventare un protocollo per un set cinematografico è come studiare l’impatto di un villaggio contemporaneo: diventa, scientificamente, un modello. E poi, sarà anche poco, ma se qualcuno non comincia, come possiamo aspettarci che ci provi un altro?’.

Un team di esperti assisterà le produzioni dei film che decideranno di aderire all’iniziativa, questo farà sì che, effettivamente, il protocollo venga seguito alla lettera e il film possa ricevere l’attestato Edison Green Movie.