“Abbiamo saputo che il nostro peschereccio ieri pomeriggio, intorno alle 14,40, stava per essere fermato in seguito a una telefonata del comandante Andrea Pinta”, parla così Piero Bono, armatore del motopesca ‘Artemide’ che è stato sequestrato dai militari egiziane nella serata del 3 ottobre.

Dopo che i militare sono arrivati sottobordo, Bono fa sapere che “è stata fatta salpare la rete, alcuni militari sono saliti a bordo e hanno fatto dirigere il peschereccio verso Alessandria dove ieri sera stessa i marittimi, che stanno bene, sono stati interrogati”.

La diplomazia sembrerebbe già all’opera per chiarire la vicenda e per assicurarsi un rapido rilascio dei marittimi al momento arrestati, si tratta di 4 mazaresi e di tre tunisini.

L’imbarcazione italiana è stata fermata a 20 miglia dalle coste egiziane.

I pescherecci mazaresi non sono nuovi a vicende simili, lo scorso luglio infatti sono stati sequestrati ben 5 pescherecci sempre dagli egiziani che li avevano poi rilasciati nell’arco delle 24 ore.

Per quanto riguarda questa vicenda, non ci resta che attendere nuove informazioni e sperare in un tempestivo rilascio.