Massimo Capricci, otorino al pronto soccorso delle Molinette di Torino, qualche sera ha dovuto far fronte ad un caso d’urgenza davvero assurdo: un quarantenne è arrivato in ospedale con una freccia conficcata nel collo. La vittima, che è giunto nella struttura ospedaliera con gli uomini del 118 e i carabinieri, era cosciente e lucido anche se il dardo  gli usciva per otto centimetri dalla parte posteriore del collo, così come il medico stesso ha raccontato:

“Mi sono trovato di fronte un uomo che parlava tranquillamente. Neppure troppo spaventato, perché non aveva male e non sanguinava“.

L’uomo ha, così, spiegato che la freccia era partita accidentalmente mentre era in casa a pulire la sua balestra e così è stato sottoposto a tutti gli esami del caso. I dottori hanno constatato che, miracolosamente, il dardo non aveva toccato nè organi vitali nè il midollo spinale, passando ad un solo millimetro dalla carotide. Insomma, un caso davvero eccezionale se si pensa che nove volte su dieci una freccia che colpisce il collo porta alla morte. Il paziente, quindi, è stato subito trasportato in sala operatoria dove Capricci ha estratto il dardo dal collo per poi saturare l’unica arteria tiroidea perforata nell’incidente. L’intervento ad alto rischio è riuscito perfettamente e adesso l’uomo può tirare un sospiro di sollievo: è ancora ricoverato ma già parla e mangia normalmente quindi, tra qualche giorno, potrà essere dimesso.

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