L’intervista di Bruno Vespa a Salvatore Riina, figlio del boss della mafia siciliana Totò Riina, ha alzato un bel polverone mediatico, attirando su di sé le critiche generali del pubblico italiano comprese quelle di personalità importanti del mondo politico e del giornalismo.

Ad essere particolarmente indignate dalla presenza di Riina junior a “Porta a Porta”, intenzionato in primis al lancio promozionale del suo libro, sono state le proprietarie della “Libreria Vicolo Stretto“, sita nel centro storico di Catania. Si tratta delle sorelle Angelica e Maria Carmela Sciacca, proprietarie dell’attività commerciale indipendente che il prossimo luglio festeggerà i cinque anni di apertura, le quali hanno deciso di affiggere in vetrina un cartello in bella vista per mettere in chiaro il loro punto di vista:

“In questa libreria non si ordina né si vende il libro di Salvatore Riina“.

Un’iniziativa forte da parte delle due donne che, come da prassi in Sicilia, in passato hanno avuto a che fare con richieste di pagamento di pizzo. Ma Angelica e Maria Carmela, ferme sulla loro posizione, non si sono fatte intimorire tanto da lanciare anche su Facebook la loro iniziativa, invitando le altre librerie a seguire lo stesso esempio:

“Chiedo a tutti i miei colleghi di affiggere lo stesso cartello!”.

Un bel gesto di coraggio, insomma, che ha riscosso un grande successo anche sul web basti pensare che la foto del cartello postata sul social è arrivata a quasi 13 mila condivisioni, con annessi commenti di complimenti per le proprietarie: “Più che intraprendenti direi CORAGGIOSE. Avete tutta la mia stima“; “In quella vostra libreria non si prendono ordini né ci si vende alla mafia, l’unico reato ammesso è lo spaccio di cultura, siete due delinquenti non comuni… Ciao e complimenti“; “Siete grandi, sono orgoglioso di essere vostro amico“.

Chiedo a tutti i miei colleghi di affiggere lo stesso cartello!

Pubblicato da Angelica Sciacca su Giovedì 7 aprile 2016