All’indomani dell’approvazione della legge sulle unioni civili si continua a parlare delle conseguenze che questa potrebbe avere per il Paese. Una delle questioni più importanti dal punto di vista strettamente economico riguarda la reversibilità delle pensioni e dei costi che andranno a gravare sull’erario italiano.

Tito Boeri in qualità di presidente dell’Inps ha parlato oggi di questo argomento durante la presentazione del Rapporto Favo sull’assistenza ai malati oncologici. Le sue parole sono all’insegna dell’ottimismo, per quanto non venga nascosto che la legge sulle unioni civili andrà a incidere sulle finanze statali: “C‘è un impatto sui conti, ed è inevitabile che ci sia, ma è nell’ordine di qualche centinaio di milioni di euro ed è quindi sostenibile“.

Boeri ha poi precisato che non si tratta delle cifre paventate dall’opposizione o lette nelle previsioni più catastrofiste. Il calcolo è avvenuto per agevolare la valutazione da parte della commissione parlamentare sulla base dell’esperienza tedesca, in quanto le due legislazioni in merito sono piuttosto simili.

Ma nel Pd non ci sono solo festeggiamenti. Oggi infatti sono arrivate le annunciate dimissioni di Michela Marzano. La deputata, che lascia il partito ma rimane parlamentare, ha criticato aspramente la decisione di non includere la possibilità di adozione del figlio del partner nelle coppie omosessuali, ovvero la stepchild adoption, trovando il suo partito sempre più lontano da quei valori della sinistra che dovrebbe difendere.

In una lettera pubblicata su Repubblica la docente universitaria ha scritto che, per quanto comprensibili possano essere state le scelte del Pd, “aver però eliminato ogni riferimento a ‘famiglia’ e ‘familiare’ – parlando delle unioni civili come una semplice ‘specifica formazione sociale’ – e aver stralciato la ‘stepchild adoption’ rappresentano un vulnus per me difficile non solo da accettare, ma anche da giustificare pubblicamente“.

Non manca neanche un riferimento al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che si sarebbe circondato di “incompetenti ed incapaci” che lo avrebbero portato a un compromesso che non può non ritenere in ultima analisi inaccettabile.