In pochi se lo sarebbero aspettati, ma alla fine i senatori del Partito Democratico hanno trovato un accordo all’unanimità sulle unioni civili. Dopo essersi riuniti in un’assemblea, hanno fatto sapere di aver approvato il discusso Ddl Cirinnà senza che ci sia stato alcun astenuto o voto contrario. Nessuna divisione, quindi.

Il disegno di legge sulle unioni civili procederà in maniera così liscia anche in Parlamento? Quella sarà un’altra storia. Intanto il gruppo dei senatori del Pd ha annunciato che voterà compatto a favore del Ddl Cirinnà, lasciando libertà di coscienza sembra soltanto per quanto riguarda il delicato tema della Stepchild adoption.

Il capogruppo del Partito Democratico in Senato Luigi Zanda ha commentato l’esito dell’assemblea sulle unioni civili dichiarando: “Ce ne infischiamo del voto segreto. Il Pd esprime le proprie opinioni, anche diverse, alla luce del sole. La prossima settimana diremo quali saranno gli emendamenti per i quali ci sarà libertà di voto”.

La firmataria del disegno di legge sulle unioni civili Monica Cirinnà in un’intervista a La Repubblica ha invece affermato soddisfatta: “La sera, fino a tardi, mi arrivano messaggi pieni di aspettative: ‘Monica, non mollare; Monica sei la nostra speranza; Monica voglio vivere qui, nel mio Paese, non voglio sposarmi in Inghilterra o in Spagna’. Sento un peso enorme, quello della felicità degli altri, una felicità che io ho già” con “la mia famiglia allargata. Ecco: vorrei che anche gli altri, le persone ora discriminate, possano vivere la loro felicità”.

Monica Cirinnà ha inoltre detto la sua sul Family Day che si terrà sabato 30 gennaio a Roma: “Sarà una bella festa. L’importante è che non ci sia rabbia”. Riguardo alla possibilità di mediazioni sul suo disegno di legge sulle unioni civili ha invece chiesto: “Che si vuole mediare? Un diritto o c’è, o non c’è. Ma so che qualcuno può tirare i fili più in alto di me. Non ho dubbi su Renzi, Boschi e Orlando, su loro no. Ma in questo Parlamento io sono solo la formica che ha portato a casa tutti i chicchi di grano che poteva”.