La CEI si scaglia nuovamente contro il Ddl sulle unioni civili promosso dalla parlamentare del Pd Monica Cirinnà. Il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana che si è svolto a Roma dal 25 al 27 gennaio scorso ha tratto conclusioni poco concilianti nei confronti dei diritti delle famiglie gay, esprimendo forte preoccupazione sulle ripercussioni del disegno di legge:

L’equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili – con l’introduzione di un’alternativa alla famiglia – è stata affrontata all’interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l’Occidente.

I Vescovi si sono detti consapevoli della loro missione ecclesiale a tutela del matrimonio e della famiglia e hanno ricordato che gli elementi distintivi della famiglia sono recepiti anche dalla Costituzione italiana. La CEI in un comunicato ha ribadito anche “l’identità propria e unica dell’istituto matrimoniale”.

Paola Concia alla CEI: non esiste alcuna equiparazione con il matrimonio

A rispondere all’attacco della CEI è l’ex deputata del Pd Paola Concia. La Concia fa notare ai vertici della conferenza episcopale che il Ddl sulle unioni civili promosso da Monica Cirinnà non contiene un’equiparazione con il matrimonio:

Le unioni civili non sono il matrimonio, purtroppo. Sono una cosa diversa, un altro istituto giuridico. Quindi la CEI non dovrebbe avere problemi, non capisco perché si allarmino.

Cattolici Lgbt a Papa Francesco: Dio non commette errori

Intanto anche all’interno della stessa Chiesa si moltiplicano le voci fuori dal coro. La comunità Lgbt cristiana, riunita nel progetto Gionata, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per chiedere alla Chiesa di farsi portavoce di accoglienza, respingendo ogni forma di intolleranza:

Siamo nell’anno del Giubileo della Misericordia e ci sembra che nella luce di questa della Misericordia debba trovare spazio ogni persona, ogni storia, ogni affetto, con uguale dignità, uguale rispetto, senza pregiudizio.

Il portale della comunità raccoglie tante testimonianze di cattolici omosessuali. Come quella di Giulia, una lesbica che rivolgendosi direttamente a Papa Francesco dichiara:

Dio non commette errori, ma chi vive l’omosessualità è, a parer Tuo, in errore oggettivo. Eppure, se io non fossi lesbica, la mia fede sarebbe scialba perché è la mia omosessualità che mi ha portata a fare una ricerca spirituale e a cercare di vivere in Cristo.