Superato uno scoglio, ecco che per il governo Renzi se ne presenta un altro. Mentre i vari articoli della riforma del Senato stanno passando, per quanto tra le polemiche, il nuovo scontro adesso si sta spostando su un’altra questione molto delicata, quella delle unioni civili.

La senatrice del Pd Monica Cirinnà ha depositato un nuovo disegno di legge sul tema delle unioni civili. Nel testo ha inserito delle modifiche per andare incontro alla parte più cattolica del Partito Democratico, togliendo qualunque riferimento al matrimonio e preferendo parlare di “formazioni sociali”.

Le prime reazioni negative non sono però tardate ad arrivare e c’è chi, come Maurizio Lupi, si oppone fermamente. A questo punto si preannuncia quindi una nuova battaglia che rischia di dividere ulteriormente la maggioranza di governo.

Il parere più contrario al nuovo testo sulle unioni civili è arrivato dal capogruppo alla Camera dei Deputati di Area Popolare Maurizio Lupi, che ha affermato che: “Il nuovo testo è un’inaccettabile forzatura, non comprendo il senso”. Della stessa opinione, sempre in Area Popolare, anche Renato Schifani, che al riguardo ha commentato dicendo: “Registro un’inopportuna e intempestiva accelerazione”.

Altra voce contro da Area Popolare è quella del presidente della Commisione lavoro in Senato Maurizio Sacconi: “Il nuovo ddl Cirinnà riproduce sostanzialmente l’originaria impostazione del riconoscimento della genitorialità omosessuale e dell’omologazione tra unioni civili e matrimoni, anche se riduce l’esatta sovrapposizione tra i due istituti. Rimane il macigno divisivo della genitorialità e della legittimazione dell’utero in affitto che noi chiediamo anzi di perseguire come reato universale”.

L’autrice del nuovo testo sulle unioni civili Monica Cirinnà si è difesa dichiarando che il provvedimento: “ripropone il testo base adottato dalla Commissione giustizia nello scorso marzo e recepisce alcune modifiche suggerite dalle audizioni dei costituzionalisti e dal lavoro di elaborazione degli ultimi mesi. Non ci sono passi indietro sul riconoscimento dei diritti sociali”.

Tra chi appoggia il nuovo testo sulle unioni civili formulato da Monica Cirinnà c’è il deputato del Pd nonché esponente della comunità LGBT Alessandro Zan: “Il nuovo testo sulle unioni civili è in linea con la sentenza della Corte Costituzionale n. 138 del 2010 e mantiene l’impianto originario voluto da Matteo Renzi: riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, reversibilità della pensione e stepchild adoption. Udc e Ncd parlano a sproposito di utero in affitto, usando una terminologia inadeguata per tentare di affossare l’introduzione della stepchild adoption”.