Dopo le lunghe ed estenuanti contrattazioni non c’era più alcun dubbio sull’approvazione al Senato del Ddl Cirinnà sulle unioni civili; nondimeno la vittoria di ieri del governo Renzi, che ha deciso di porre la fiducia sulla votazione, ha segnato un momento storico anche se in molti in queste ore stanno parlando di “vittoria mutilata”.

173 voti favorevoli, 71 contrari e nessun astenuto: questo il bilancio dello scrutinio, sul quale ha pesato in maniera decisiva l’appoggio di Ala, Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, il gruppo di Denis Verdini. Senza i 18 voti forniti, infatti, il Pd non avrebbe raggiunto la maggioranza assoluta di 161 voti al Senato, in quanto si sarebbe fermata a 155.

Polemiche tutte politiche su questo dato, come ha ricordato il capogruppo di Forza Italia Paolo Romani, per il quale il nuovo assetto di governo così configurato dovrebbe essere ratificato da Renzi in Quirinale al Presidente Mattarella: “I numeri dimostrano che il gruppo Ala è stato decisivo nel voto di fiducia al governo Renzi sulle unioni civili: è la certificazione che la maggioranza è cambiata. I voti dei verdiniani, infatti, sostituiscono le defezioni del NCD e del PD su una legge sui diritti civili mai discussa né in commissione né in Aula.

Verdini non è voluto intervenire in merito, mentre dal Pd è stata negato il carattere di assoluta necessità dei voto di Ala, descritti come “aggiuntivi e non determinanti”.

Trionfale invece il discorso con cui Matteo Renzi ha celebrato il grande passo: “La giornata di oggi resterà nella cronaca di questa Legislatura e nella storia del nostro Paese. Abbiamo legato la permanenza in vita del governo a una battaglia per i diritti mettendo la fiducia. Non era accaduto prima, non è stato facile adesso. Ma era giusto farlo“.

Il premier però ha evitato di commentare le critiche sullo stralcio della stepchild adoption e la mancata equiparazione tra unioni civili e matrimonio, affermando che “quel che conta è che stasera tanti cittadini italiani si sentiranno meno soli, più comunità. Ha vinto la speranza contro la paura. Ha vinto il coraggio contro la discriminazione. Ha vinto l’amore.

Ora il Ddl Cirinnà sulle unioni civili passa alla Camera per la definitiva approvazione, e, come auspicato da Franco Grillini, ex parlamenttare e presidente di Gaynet, in tanti si aspettano che il processo avvenga in tempi brevi per avere finalmente un testo che elenchi diritti e doveri delle coppie omosessuali.