Si continua a discutere del Ddl sulle unioni civili e in particolar modo sullo strappo improvviso e imprevisto che si è prodotto tra Pd e Movimento 5 Stelle, i cui intenti inizialmente sembravano convergere verso un’unica direzione.

Dopo la decisione dei 5 Stelle si non votare l’emendamento Marcucci – ovvero il cosiddetto canguro – la firmataria del Ddl Monica Cirinnà non ha nascosto la propria delusione, parlando di un vero e proprio tradimento: “Personalmente ho ricevuto rassicurazioni, sia a voce che attraverso sms, da senatori del Movimento 5 Stelle a ridosso della votazione in aula dell’emendamento Marcucci che loro avevano raggiunto l’accordo interno al gruppo per votare il cosiddetto canguro sia intero che spacchettato. Questo è accaduto nei giorni scorsi fino alla tarda serata di lunedì 15 febbraio. Chi afferma il contrario è bugiardo“.

A riprova di quanto affermato la senatrice del Pd avrebbe prodotto l’sms incriminato, che è poi stato pubblicato sulla versione online de L’Unità. L’sms, la cui esistenza e contenuto non sono stati affatto smentiti dai 5 Stelle, è stato inviato da Alberto Airola, capogruppo del Movimento al Senato.

Questo il testo in cui si confermava la volontà di votare l’emendamento: “Ok, stasera il mio gruppo di lavoro sul tuo ddl ha raggiunto ufficiosamente l’accordo di votareil Marcucci sia integro che spacchettato… Ovviamente mancheranno due-tre voti nostri per la lettera F sulla step ma gli altri ci sono. Domattina abbiamo la riunione di gruppo che ratificherà la decisione… Fino ad allora tienitelo per te. MI RACCOMANDO, poi domattina lo diremo noi ufficialmente…Grazie, in bocca al lupo anche a te”.

A quanto sembra la materia del successivo contendere sarebbe tutta nel termine “ufficiosamente” utilizzato, perché, come ha spiegato in seguito allo scoppio delle polemiche Luigi Di Maio, intervenuto al Fatto Quotidiano, l’interlocutore privilegiato in questo caso sarebbe stata la presidente Nunzia Catalfo, l’unica a poter diffondere in via ufficiale la posizione del Movimento.

Di Mario ha rimprovato alla Cirinnà di aver “scelto di credere che una valutazione a titolo personale fosse un accordo ufficiale”, per poi passare a parole molto più dure: “E dice a noi che siamo scorretti e inaffidabili? Spiace che una legge così importante venga affidata a una persona che non rispetta le regole e il buon senso”.

Secondo la diretta interessata a far cambiare ai 5 Stelle sarebbe stata però una riunione telefonica messa in piedi dallo stesso Di Maio, che avrebbe cambiato tutte le carte in tavola. La senatrice è apparsa contrariata da questo stravolgimento degli assetti di voto: “Certo sono estremamente amareggiata perché ho lavorato per mesi a un percorso con Buccarella e Airola per poi sapere che basta una telefonata notturna di Di Maio per mandare a monte anche rapporti umani”.

Nel frattempo sono tante le incognite gravitanti intorno alla sorte del Ddl su unioni civili, stepchild adoption e adozioni speciali, con soluzioni tutte differenti: possibili accordi con tanto di compromesso tra Pd e NCD, l’apposizione della fiducia sul voto o la promessa di riportare in aula la stepchild adoption nei prossimi sei mesi.