Sono oltre 40 le piazze delle città che hanno dato la propria adesione all’iniziativa È ora di essere civili – #svegliatitalia con cui varie realtà facenti parte del mondo Lgbti sabato 23 gennaio intendono ricordare le proprie aspettative riguardo alla legge sulle unioni civili di cui tanto si sta parlando in questi giorni.

La pressione si è fatta ancora più forte da quando è stato annunciato che la discussione del disegno di legge Cirinnà è stato spostata al 28 gennaio.

Tra i punti fondamentali della legge ancora in potenza ci sono non solo le unioni civili, ma anche la possibilità di adozione del figlio biologico di un membro della coppia da parte dell’altro, quella che viene chiamata stepchild adoption, e i diritti di reciproca assistenza tra cui la chiacchierata reversibilità della pensione.

Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, tra gli organizzatori dell’evento che si terrà in tutta Italia, ha spiegato in un comunicato stampa quali saranno le modalità della manifestazione: “In piazza gli attivisti e le attiviste porteranno con sé orologi e sveglie per suonare concretamente la sveglia a un Paese che attende da troppo tempo il riconoscimento dei diritti delle persone lgbti.”

Anche lo slittamento non sembra impensierire l’attivista: “Un fatto che è ormai una consuetudine nel dibattito parlamentare su questo tema ma che non intacca la nostra determinazione”.

Mario Colamarino, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, ci ha personalmente confidato quali sono gli obiettivi del presidio che dal 28 gennaio si terrà in Piazza delle Cinque Luna davanti a Palazzo Madama, sede del Senato: “Noi saremo in piazza per far sentire la nostra voce e sopratutto per far capire a chi in Senato sta prendendo delle decisioni sulle nostre vite che non staremo a guardare. E che tutti nella comunità gay possono trovare in quei giorni del presidio un punto di riferimento in noi associazioni lgbti.”

L’attuale presidente del Circolo fa anche intendere come per la comunità lgbti il ddl Cirinna non sia un punto di arrivo ma rappresenti invece una piattaforma per la richiesta dei pieni diritti: “Questo presidio andrà avanti dal 28 fino a che non verrà approvato il disegno di legge sulle unioni civili, che per noi simboleggia un primo passo verso l’uguaglianza di tutti e tutte e verso i matrimoni egualitari e le adozioni piene”.

Per conoscere la lista aggiornata delle piazze che aderiscono all’iniziativa con tanto di orario di inizio della manifestazione è consigliabile consultare la lista pubblicato sul sito di Arcigay. Il 30 gennaio è invece previsto un nuovo Family Day in piazza San Giovanni, organizzato dal comitato Difendiamo i nostri figli di Mario Adinolfi, privo di patrocinio del Vaticano ma con l’appoggio esplicito dei movimenti cattolici.