Il passaggio in Senato del Ddl Cirinnà sulle unioni civili è stato un buon passo in avanti per i diritti gay nel nostro paese, ma non è sufficiente. A lamentarlo è la comunità omosessuale, che si è ritrovata numerosa in piazza del Popolo a Roma per richiedere maggiori diritti, in particolare per quanto riguarda la possibilità di adottare e per il matrimonio egualitario.

A una manciata di giorni dal sì in Senato del disegno di legge riguardante le unioni civili, approvato però senza il discusso articolo sulla stepchild adoption, ovvero la possibilità di adottare il figlio del partner nelle coppie omosessuali, la comunità gay è scesa in piazza nella Capitale. Una mobilitazione popolare cui hanno aderito oltre 40 sigle tra cui Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Di’Gay Project e Mario Mieli.

Il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni ha spiegato le ragioni di questa iniziativa: “La legge contiene diritti che milioni di persone si aspettano da 30 anni, ma è solo un punto di inizio verso l’eguaglianza: la nostra richiesta è accedere al matrimonio in modo identico agli eterosessuali”.

La presidente delle Famiglie Arcobaleno Marilena Grassadonia sul palco ha dichiarato che, dopo l’ok in Senato al disegno di legge sulle unioni civili: “La lotta continua per ottenere anche la stepchild adoption perché i nostri bambini vanno tutelati”.

Presente in piazza anche il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, che ha affermato: “C’è ancora tanta strada da fare per i diritti civili e sociali rispetto a tutte le diversità”.

Per quanto riguarda i numeri dei partecipanti alla manifestazione c’è scontro: i promotori sostengono che erano in circa 40 mila, mentre altre fonti parlano di una presenza intorno alle 10 mila persone.

Alla manifestazione organizzata sabato dopo l’approvazione in Senato del Ddl Cirinnà sulle unioni civili c’era anche Emma Marrone. La cantante ha annunciato la sua partecipazione attraverso il suo profilo Instagram: “Non solo oggi.. Io ci sono!”.

Sul palco, Emma è salita insieme ai bambini delle Famiglie Arcobaleno, e ha dichiarato: “Vorrei che ogni giorno fosse un 5 marzo. Sono qui perché voglio battermi per i diritti di questi bambini. Esistono solo bambini che nascono con l’amore. Non esistono figli di eterosessuali o di gay, ma solo di persone che si amano”.