Il Ddl Cirinnà sulle unioni civili in discussione in Senato il 28 gennaio continua a tenere banco nel mondo della politica. Matteo Renzi in qualità di Presidente del Consiglio ovviamente non può esimersi dal dibattito, incalzato anche dai giornalisti di Rtl 102.5, i quali gli hanno chiesto come stanno procedendo i lavori.

Il premier ha dunque ribadito la necessità della legge, impellenza che oramai a suo dire sarebbe condivisa da tantissimi italiani: “La legge sulle Unioni civili ci vuole, la stragrande maggioranza ha capito che la legge va fatta.”

Ma allo stesso tempo ha ribadito come esiste un’accesa diatriba interna al suo partito, il Pd, per la quale sembra non profilarsi all’orizzonte nessuna soluzione se non quella della scelta individuale. Renzi comunque resta ottimista e si affida alle decisioni dei colleghi: “C’è una discussione, anche nel mio partito. Credo che se non troveremo un punto di equilibrio bisognerà andare a votare in Parlamento a scrutinio libero, con voto di coscienza. Vedremo se troverà una soluzione alternativa, ma spero che si faccia la legge in un tono civile, evitiamo che sia uno scontro. Totale rispetto per il Parlamento“.

A Renzi poi è stata chiesta la sua opinione in merito al Family Day, la manifestazione di protesta prevista per il 30 gennaio a Roma, che si opporrà al disegno delle unioni civili ma sopratutto al punto della stepchild adoption, in difesa della cosiddetta famiglia tradizionale.

Il premier ha mantenuto a riguardo una posizione diplomatica, affermando che “ci sarà anche una manifestazione dei sostenitori dei diritti Lgbt. I ministri sono liberi di andare a tutte le manifestazioni che vogliono, non vedo perchè dovremo essere arrabbiati se uno o più ministri parteciperanno al family day o se altri andranno ad altre manifestazioni. Dove c’è un popolo c’è sempre da avere un grandissimo rispetto“.

Il leader del governo si è poi pronunciato sulla stepchild adoption (qui il nostro articolo in cui spieghiamo cos’è) e la sua contrarietà alla pratica dell’utero in affitto, del tutto distinta dalle adozioni: “Credo che quello della stepchild adoption sia un tema molto delicato, dobbiamo avere un principio di riferimento, una stella polare: l’interesse del bambino. Ciò che importa è il diritto del bambino a crescere nell’ambiente considerato più giusto. Giudico davvero negativa la pratica dell’utero in affitto, che in molti casi riguarda pure coppie eterosessuali“.