La prima sessione di voto al Senato sul Ddl Cirinnà che regolamenta le unioni civili è andata come un po’ tutti i commentatori avevano previsto: le pregiudiziali di costituzionalità sono state bocciate a larga maggioranza – si parla di uno scarto di circa 80 voti, così come è stata respinta la richiesta di un ritorno del testo del disegno di legge in commissione.

In attesa dei voti veri e propri di martedì prossimo si è invece aperto il dibattito che si preannuncia infinito, dato che il Presidente Piero Grasso ha annunciato la partecipazione di oltre un centinaio di senatori desiderosi di esprimersi, per un conteggio finale che supera le 21 ore.

Nel frattempo rimangono però aperte varie questioni che potrebbero mettere in crisi l’approvazione finale del Ddl sulle unioni civili. Su tutte quella della stepchild adoption, la possibilità per uno dei due membri della coppia di adottare il figlio dell’altro avuto da una precedente relazione, previa il consenso dell’altro genitore biologico (qui la nostra guida a riguardo).

Angelino Alfano ha continuato a tenere una linea dura a questo proposito, cercando di dialogare con il Pd, che però, stando alle ultime affermazioni di Matteo Renzi, non ha nessuna intenzione di accettare mediazioni e compromessi. Inutile dunque l’appello di Angelino Alfano, che si è appoggiato a un presunto consenso popolare per appoggiare il Ddl Cirinnà privo di questo snodo fondamentale: “Togliamo di mezzo queste adozioni, l’80 per cento del popolo è contrario”.

Il Pd però non è mai stato compatto internamente su questa questione, e non è improbabile che i 30 senatori di area cattolica possano riservare sorprese. A rassicurare Renzi sui numeri, però, c’è l’appoggio del Movimento 5 Stelle, di Sel e dei verdiniani di Ala, più gli autonomisti e il gruppo misto. Il tutto però è messo in pericolo dalla probabilità sempre meno remota di una votazione segreta, che potrebbe scompaginare ogni piano.

Per chiudere si rileva come non sia stato ancora risolto il braccio di ferro tra Lega Nord e Pd sui 5mila emendamenti presentati dai primi. Inizialmente si parlava di un accordo per il ritiro di 4500emendamenti  in cambio del cosiddetto “supercanguro” del renziano Marcucci con il quale verrebbero stralciati tutti.

Ma il patto potrebbe essere saltato, in quanto ogni schieramento attende che sia l’altro a fare la prima mossa, e in più i 500 emendamenti rimanenti potrebbero essere apposti tutti sull’articolo del testo di legge delle unioni civili riguardante proprio la stepchild adoption.