Nuovo stop per la legge sulle unioni civili. Dopo l’annuncio da parte del Movimento 5 Stelle di non votare in favore del super-canguro proposto dal Pd per saltare con una mossa sola tutti gli emendamenti della Lega, il Parlamento ha deciso di prendere una settimana di “pausa di riflessione” e rimandare le votazioni fino a mercoledì prossimo.

Il capogruppo del Pd in Senato Luigi Zanda oggi ha comunicato la decisione di posticipare il voto al 24 febbraio, auspicando una “condivisione su un metodo di lavoro che consenta un percorso ordinato, costruttivo e che ci permetta di arrivare al traguardo che ci siamo posti”, ovvero all’approvazione del Ddl Cirinnà sulle unioni civili.

Il senatore del Partito Democratico che aveva proposto il super-canguro per saltare gli emendamenti ostruzionistici alla legge sulle unioni civili, Andrea Marcucci, ha dichiarato: “Abbiamo preso una settimana di tempo per discutere perbene il da farsi. Escludo che al momento ci possa essere un ritorno in commissione del testo e non prevedo stralci. Il rinvio dell’esame di qualche giorno serve solo a salvare la legge”.

Paolo Romani, capogruppo in Senato di Forza Italia, ha commentato lo stop al ddl sulle unioni civili affermando: “Oggi risponderei al senatore Marcucci che quando il gioco si fa complicato bisogna usare la testa. La richiesta di rinvio del Pd dimostra che il percorso scelto non era quello giusto. Ieri, infatti, abbiamo parlato al buio, non sapevamo nulla, neanche quanti emendamenti sarebbero caduti con il via libera al canguro di Marcucci. Io mi auguro che le 48 ore di rinvio servano a riaprire la discussione nel merito del provvedimento. Mi auguro che gli emendamenti della Lega vengano riconsiderati e che si entri nel merito. Che si capisca quanti sono davvero gli emendamenti ammissibili”.

Dopo una battaglia in aula parecchio accesa, che ha portato persino a sfiorare la rissa tra Laura Bottici del Movimento 5 Stelle e la sua ex collega di partito Alessandra Bencini, ha commentato la giornata in Senato anche la relatrice del disegno di legge.

Monica Cirinnà è apparsa delusa per come stanno andando le cose sul suo Ddl per  le unioni civili e minaccia di abbandonare la politica: “Lo so che ho sbagliato a fidarmi del M5S e pagherò per questo. Mi prendo la mia responsabilità politica di essermi fidata di loro. Concluderò la mia carriera politica con questo scivolone e ne prendo atto”. Il Ddl “lo abbiamo scritto, nella sua ultima versione, per rispettare la scadenza voluta da Renzi del 15 ottobre, io, Tonini e Lumia nella stanza di Tonini. E questa versione rappresentava l’accordo raggiunto nel Pd sulla materia. Era nel totale rispetto del programma di Governo. Altri accordi avrebbero svenduto dei diritti e questo non era possibile. Ripeto: l’accordo nel Pd e il programma di Governo sul tema erano contenuti nel testo redatto da me, Tonini e Lumia. Purtroppo non è più questo provvedimento la vera materia del contendere, perché si sono aggiunte a questo questioni e politiche pesantissime…”.