UPDATE 20:00 – Dopo che il governo aveva ottenuto la fiducia nel pomeriggio, la legge sulle unioni civili si è guadagnata il via libera definitivo anche alla Camera dei deputati (dopo il passaggio favorevole al Senato). Ad esprimersi in favore della legge sono stati in 372 mentre in 51 hanno votato contro.

Arriva il primo dei due responsi attesi oggi alla Camera sulla questione del ddl sulle unioni civili. La fiducia posta dal governo Renzi è stata infatti confermata con 369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti. Contenuta anche la percentuale di dissenso interno al Pd, con solo due deputati che hanno votato contro.

La Camera procederà dunque a esaminare i 39 ordini del giorno sul disegno di legge, con dibattito conclusivo e poi si passerà alle votazioni finali, il cui inizio è previsto per le ore 19.

Chiaramente il risultato è stato accolto con grande soddisfazioni dai primi promotori, tra cui Monica Cirinnà, che tra l’altro ha portato avanti la battaglia impegnandosi in prima persona.

La senatrice del Pd ha espresso tutta la propria felicità su Facebook con un post dai toni comprensibilmente trionfali: “Questo 11 maggio è un gran giorno per il nostro Paese e per la nostra democrazia. Un momento storico che segna il passo sul tema dei diritti in Italia: passiamo dal diritto di famiglia al diritto delle famiglie. Da oggi cambierà la vita di molte persone e sono certa che questa legge porterà felicità a chi fino ad ora non l’ha avuta. Da oltre 30 anni l’Italia aspettava di fare questo passo, un primo passo, ma un passo importante”.

Il riferimento ovviamente è a tutto ciò che dopo trattative e compromessi è rimasto fuori dal testo che vorrà votato tra poche ore, tra cui in primis l’istituto della stepchild adoption.

L’apposizione del voto di fiducia sul ddl aveva però disturbato alcune parti dell’opposizione, sia tra i membri del Parlamento che della società civile. In particolare la Cei, attraverso le parole del monsignor Nunzio Galatino, aveva fatto sapere che, nonostante le ragioni del governo “il voto di fiducia, non solo per questo governo ma anche per quelli passati, spesso rappresenta una sconfitta per tutti“.

Di tutto ciò pare non curarsi Matteo Renzi, che ha fortemente voluto il ddl sulle unioni civili e si è speso affinché venisse posto all’ordine del giorno e diventasse una priorità nel dibattito parlamentare. In un lungo post il Presidente del Consiglio ha esultato, e ha voluto dedicare questa vittoria ad Alessia Ballini, ex assessore alle pari opportunità della Provincia di Firenze ai tempi della giunta renziana: “In queste ore decisive tengo stretto nel mio cuore il pensiero e il ricordo di Alessia. E questo mi basta. Perché le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie. Per chi ama, non per chi proclama”.

Il riferimento alle ideologie potrebbe essere una difesa alle critiche ricevute, e in particolar modo alle dichiarazioni del presidente della Regione Liguria che aveva affermato che “sulle unioni civili è stata fatta una legge pasticcio viziata dall’ideologia.”

Ha fatto molto discutere anche il tweet di Generazione Famiglia, account Twitter di Manif Pour Tous Italia in cui è stata critica e irrisa Maria Elena Boschi, rea di aver chiesto e ottenuto la fiducia sul ddl delle unioni civili. Una reazione che da più parti è stata descritta come sessista e ben al di là della semplice goliardia.

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