Il candidato a sindaco di Roma Alfio Marchini, interpellato dall’Ansa sul suo programma elettorale, si è detto contrario alla celebrazione delle unioni gay. Pur sostenendo di essere favorevole al riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali, Marchini non considera le celebrazioni delle unioni gay compito di un sindaco e in caso di vittoria si asterrà.

Marchini ha chiarito la sua posizione anche sull’immigrazione, spiegando che senza scadere nel razzismo non si può negare che una parte del mondo musulmano voglia dominare l’Occidente. Il candidato, sostenuto da Forza Italia e dalla sua lista civica, è favorevole all’espulsione dei migranti che dopo 6 mesi in Italia non abbiano ancora trovato un lavoro e non rispettino le tradizioni.

Tra gli altri punti del programma figurano una stretta sulle botticelle; la costruzione di un cimitero comunale per gli animali domestici; il potenziamento dei mezzi pubblici per ridurre le auto in città del 30%; un maggiore dispiegamento di mezzi e forze dell’ordine per garantire la sicurezza dei cittadini. Per realizzare il suo programma Marchini punterà su un’amministrazione composta da tanti giovani e donne:

Non credo in un uomo solo al comando. Nei prossimi giorni presenteremo una squadra di altissimo livello e ci saranno donne e giovani perché le rivoluzioni le hanno sempre fatte loro.

Marchini attacca la Raggi: scappa dai confronti

Marchini, come la candidata del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi, si è detto favorevole al pagamento dell’IMU sugli immobili del Vaticano che ospitano attività commerciali. I due candidati mantengono però posizioni decisamente distanti sulle modalità del dibattito elettorale, come testimonia la frecciata rivolta da Marchini alla Raggi:

I romani dovrebbero avere un sindaco e non una brillante presentatrice televisiva che recita un copione e che scappa dai confronti.

Secondo Marchini i pentastellati erano pronti a governare con Marino pur avendo sempre criticato il PD:

Parlano bene e razzolano male. Quando ci siamo autosospesi loro sono rimasti al loro posto e dal notaio per mandare a casa il sindaco non si sono visti.