Ieri sera il Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, ospite di Le invasioni barbariche, si è detta aperta alla possibilità delle unioni gay.

Durante la trasmissione televisiva di La 7 condotta da Daria Bignardi la Madia si è intrattenuta su molti temi, a partire dal suo “arruolamento” politico in seguito alla chiamata di Renzi, passando per la conoscenza giovanile con Di Battista e concludendo con le unioni gay.

Al diretto quesito dell’intervistatrice sul diritto a formare una famiglia di due persone di uno stesso sesso il Ministro ha risposto con un chiaro “assolutamente sì”, mentre per quanto riguarda le unioni gay la risposta data è un misto di speranza e possibilismo: “Secondo me ci arriveremo, non so in che tempi, ma credo che siano temi ai quali si arriva con una maturazione”.

La Madia, che ha definito il proprio ministero alla Pubblica Amministrazione, “una cosa meravigliosa che si occupa della vita di tutti i cittadini del paese”, ha raccontato del rapporto alquanto casuale che la lega ad Alessandro Di Battista, facente parte del Movimento 5 Stelle.

Di certo non “cari amici”, come ha tenuto a puntualizzare. Tuttavia i due sono stati catechisti nella stessa parrocchia romana, dove hanno organizzato attività per i bambini, fino a che Di Battista non è scomparso per andare sulle Ande. Il ritrovo, piuttosto inaspettato, è arrivato dunque in Parlamento.

Riguardo ai rivali 5 Stelle la Madia non ha potuto fare a meno di lanciare qualche abile frecciatina: “loro sono strani”, nonostante che presi singolarmente, come dimostrato dai recenti sviluppi, “appaiono più normali di quello che sembrano.”

La Madia dopo le unioni gay si è esposta anche sulla tutela della maternità, annunciando che venerdì verrà discusso un decreto delegato del Jobs Act che allargherà la tutela della maternità a molte donne.

Intorno alla propria di maternità, che si è conclusa più o meno con la nascita del governo Renzi, il Ministro ha spiegato alla Bignardi che ha voluto fare questo grande passo in quanto si trattava di “un momento della storia in cui un giovane coraggioso si assumeva la responsabilità di cambiare il nostro paese con urgenza”. La Madia sta ovviamente parlando di Renzi, il quale “chiedeva a una generazione di assumersi quella responsabilità. La storia passava in quel momento e io ho scelto profondamente di farlo”.

In discussione anche il tema dell’eutanasia, per il Ministro è difficile trovare una legge che riesca a tracciare un confine netto tra la vita e la morte e quindi sarebbe ottimale “lasciare una zona grigia” e “affidare alla comunità amante della la persona il discernimento di quel passaggio”.