Niente esami nelle Università italiane a settembre in 79 atenei. 5.444 professori e ricercatori universitari hanno deciso di incrociare le braccia come forma di protesta contro il blocco salariale, in vigore da 5 anni.

I docenti universitari sono infatti l’unica categoria di lavoratore statale per la quale è ancora in vigore il blocco degli stipendi previsto dal Governo Berlusconi introdotto nel periodo 2011-2014.

Lo sciopero è nato sul web attraverso la fondazione “Il Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria”, dato che i docenti universitari non hanno un sindacato alle spalle. Mentre diverse figure pubbliche hanno ricevuto l’adeguamento degli stipendi, pur senza arretrati, i professori si vedono invece i loro compensi fermi da cinque anni.

Era da 40 anni che i professori universitari non facevano uno sciopero di massa con tanto di stop degli appelli. Tuttavia gli studenti possono stare tranquilli: nel caso di una sola chiamata, gli appelli saranno rispettati.

Alcune università, per evitare problemi ai loro studenti, hanno già pubblicato (o pubblicheranno) circolari che spiegano gli effetti dello sciopero sugli esami di settembre. Ad esempio l’ateneo di Ca’ Foscari fa sapere tramite una nota: “Nel periodo autunnale, dal 28 agosto al 31 ottobre 2017 i docenti potrebbero astenersi dal tenere l’appello dell’esame di profitto già programmato, per la durata massima di 24 ore corrispondenti alla giornata fissata per l’appello così come comunicato da ogni professore al direttore di Dipartimento o nella propria pagina personale. I docenti che aderiranno garantiranno comunque un appello straordinario a partire dal quattordicesimo giorno successivo alla data dello sciopero, riservato a quanti erano regolarmente iscritti all’appello di esame”.