Si torna a parlare di corruzione e università dopo le ultime inchieste che hanno travolto il mondo accademico: Lucio D’Alessandro, il rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e vice presidente della Crui (ovvero l’organo che riunisce dei rettori italiani), è attualmente indagato dalla Procura con l’accusa di concorso in abuso di ufficio.

Secondo le ricostruzioni della stampa, il rettore avrebbe riservato un trattamento di favore al figlio dell’ex ministro dell’Università Ortensio Zecchino durante la procedura di assegnazione di un posto di ricercatore nell’università da lui diretta.

Tuttavia né Zecchino né il figlio Francesco risultano al momento iscritti nel registro degli indagati. Invece gli altri componenti della commissione, i docenti Giovanni Coppola, Anna Giannetti e Alessandro Viscogliosi è arrivato l’avviso di conclusione delle indagini, con l’accusa ulteriore di concorso in falso.

La vicenda sarebbe iniziata nel 2004, a seguito del concorso per un posto di ricercatore in Storia dell’Architettura – Storia dei Giardini presso la facoltà di Lettere dell’Ateneo: la vittoria di Francesco Zecchino viene contestata da una candidata al Tar, che provvede ad annullare l’assegnazione, in quanto sarebbero stati svalutati titoli accademici e prova della candidata. La sentenza viene confermata anche nel 2008 dal Consiglio di Stato.

È nel 2013 che una nuova commissione ha ribaltato la sentenza, confermando ancora una volta Zecchino. Il Consiglio richiede una nuova valutazione dei titoli dei candidati tramite la formazione di una commissione del tutto inedita.

Secondo l’accusa è in questo momento che D’Alessandro avrebbe introdotto nella commissione il dottor Coppola, professore ritenuto molto vicino a Zecchino, in quanto co-fondatore insieme a questi di istituto di studi presso Ariano Irpino: anche in questo caso ci sarebbe stata svalutazione dei titoli, con esclusione definitiva della candidata.

Il rettore ha voluto commentare la vicenda dicendosi fiducioso nella giustizia: “Ho grande rispetto per la magistratura. Sono dispiaciuto, ma anche estremamente sereno. Quando sono stato eletto rettore, il professor Zecchino era ricercatore già da anni. Ho trovato situazione pienamente in essere che non avevo motivo di ritenere illegittima. E comunque, i miei atti sono stati sempre improntati alla massima correttezza e trasparenza”.