Nell’era di WhatsApp alzare il telefono per chiamare una donna col fine di invitarla fuori a cena è considerato quasi maleducato ed invadente. E’ inutile raccontarci bugie: ormai, nell’anno della “missiva gratuita”, gli inviti galanti fatti a voce, via telefono sono quanto di più raro esista. Rari quanto il buongusto, la decenza e un giorno senza che i giornali dal “Corriere” a “Novella2000special edition pastorizia” parlino di Belen.

Eppure, se ci pensiamo bene, prendere la cornetta e chiamare ha i suoi sporchi dimenticati vantaggi:

1. in primo luogo, il “maschio chiamante”, si pone improvvisamente come l’elemento che “prende l’iniziativa”, che oggi come oggi è un valore aggiunto non indifferente;

2.  in secundis si dimostra di non avere paura a mostrarsi per quello che si è: il messaggino su whatsapp  permette con davvero troppa facilità di calarsi nella parte del “bello&impossibile”, del “tenebroso”, “del “poeta da 140 caratteri” quando , in realtà, di fronte alla “donna/moderna/nevrotica e/con/chiare/aspettative” l’ansia da confronto porta l’uomo, la vittima volontaria, ad avvicinarsi all’altra metà del cielo con sospetto, circospezione e una dose ridottissima di romanticismo.

Cerchiamo di capirli, ormai noi altre facciamo paura, anche a noi stesse. E per il corteggiamento non è che alla fine si abbia tutto questo tempo, non concediamo ore e ore, ma al massimo qualche minuto. In parte è colpa nostra, su ammettiamolo. Inoltre il malefico messaggino ben sappiamo che è anonimo, privo di “personalizzazione”.

Tutti uguali, tutti ugualmente romantici, tutti ugualmente spavaldi. Questo perché tutti abbiamo preso appunti dalle serie tv su come si scrive il sms perfetto. Ma prendere appunti non basta a parlare come in un film. Per quello ci vuole talento, dedizione, dizione e attenzione chirurgica a non cadere nella pantomima di se stessi.

La telefonata è più efficace di qualunque testo breve, ma non è per tutti. E’ per gli audaci. Per quelli concreti. Una chiamata è veloce: non dura necessariamente giorni, non ci permette di tirarci troppe paranoie, non lascia troppe libere interpretazioni, i silenzi immediati dicono ben più di una conversazione su “whatsapp” tirata avanti per un tempo infinito. La telefonata dimostra di essere possessori di una qualche personalità, di un qualche segno  distintivo di umanità, e sopratutto è un’arma micidiale e infallibile: impedisce alla “Lei” di turno di temporeggiare all’infinito e la mette alle strette come solo la De Filippi dopo anni di “uomini e donne” riesce a fare.

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photo credit: Ali Elan via photopin cc