Che ultimamente relazionarsi con l’altro sesso non sia cosa semplice è ormai risaputo: il problema è stato ampiamente messo in luce.

Ormai è scientificamente provato che l’istinto medio generale sia fondamentalmente solo una prepotente voglia di divertirsi, di vivere una vita da film: uomini che giocano all’avventuriero e donne vittime del mostro Sex & the City, serie televisiva che ha trasformato miriadi di potenziali donne dolci e sensibili in uomini effemminati che giocano a fare le donne. Traendone per altro relativi benefici.

Inutile nascondersi dietro l’assoluta verità che sia anche colpa nostra, delle nostre pretese e della malsana disneyana aspettativa che il principe azzurro ci venga regalato con tanto di cavallo bianco e mantello da Superman allo scoccare del trentesimo compleanno. Trentesimo perché prima ovviamente la donna ormai deve “viversi al meglio”, tra studio, lavoro, basi per una carriera solida e “divertimento formativo obbligatorio”, togliendosi qualche sfizio e collezionando cuori infranti e rapporti insoddisfacenti. E il principe azzurro all’inizio ci illudiamo che, per giustizia divina, arrivi accessoriato come manco una Bugatti Veyron: propositivo, disponibile al dialogo, al confronto, al sesso a tutte le ore, prima della playstation e della wii, istrionico, melanconico al punto giusto, fantasioso e godereccio.

Questo lo speri solo all’inizio. Quando ancora credi che alla fine dell’arcobaleno ci sia un pentolone pieno di buoni del tesoro, gioielli e abbonamenti gratuiti a Sky. Malauguratamente però un certo punto, per colpa tua, delle tue pretese ridicole e del tuo men-radar,  ormai compromesso in modo irrimediabile da Sarah Jessica Parker, cominci a imbatterti nei principi azzurri… delle altre. Chiaramente con te incompatibili, (sono stati programmati per altre galline) li abbandonerai, dopo un lungo periodo di “masochismo forzato” passato in loro compagnia, sul ciglio di una strada, amareggiati e sempre più disponibili a divertirsi fino a circa quarantasei anni quando, coscienti di essere arrivati al bivio tra “la mezza età” e il “non più giovanissimo”, cominceranno a cercare l’anima gemella nella generazione successiva alla loro.Si guarderanno attentamente intorno con la convinzione che il loro aspetto non più freschissimo, venga compensato da una serie di esperienze che li ha indubbiamente trasformati in “uomini che ci sanno fare”. Non tutti gli uomini però sono dei “Sagrantino di Montefalco”, il genere maschile presenta anche un’ignobile quantità di “Tavernelli ben imbottigliati”.

Nel frattempo tu, italiana e con mille pretese, perdi sempre più la speranza di imbatterti nella versione rivisitata di James Bond, il bello e impossibile per eccellenza, l’uomo per antonomasia. Ryan Gosling non si presenterà alla tua porta, ma tu ormai sei disponibile ad accontentarti di qualcosa di meno. Ti basterebbe uno che non avesse come unico interesse il proprio smartphone, gli autoscatti su Instagram e che accettasse lo shakespeariano pensiero secondo il quale “tu sei una donna e dici esattamente quello che ti passa per la testa”.  E che magari non ti approcciasse solo ed esclusivamente su Twitter, invitandoti pubblicamente, magari davanti a una sua ex nevrotica e con il “segnala&blocca” facile.

Non ho ancora capito se l’approcciarsi vis-à-vis sia ormai considerato villano, fuori moda o eccessivamente impegnativo. Dopo una lunga serie di approcci tra i quali “ciao bella paperella, facciamo tanti paperotti?” e “ciao: pizza stasera?” (tu sei a Milano e lui a Catania, tra l’altro), dimostrazione che il web ha fatto malissimo a molti maschi, alzi bandiera bianca. La colpa è chiaramente tua, perché cercavi l’uomo impossibile, che ti facesse sentire bella anche appena sveglia la mattina o la domenica con la tuta da casa e che avesse solo ed esclusivamente te come passione principale. Un uomo insomma che avesse il coraggio di scegliersi, come dice un’amica ancora non del tutto rassegnata, che non si giustificasse dietro a vari “non mi sento pronto”, “che senso ha prendersi degli impegni?” e via discorrendo, lasciando correre la fantasia verso il paese delle “interminabili fregnacce”.

Desideravi troppo. Desideravi condividere qualcosa che non fosse solo centoquaranta caratteri e la possibilità di essere generosa. Hai finito col prendere un gatto.