Non è passata di certo inosservata l’edizione 2014 del Guinness World Records Day, l’evento annuale di raduno delle personalità più uniche del globo. E il merito è tutto di due singolari e straordinari protagonisti, capaci di far incetta di flash nel loro primo incontro ufficiale: quello tra l’uomo più alto e quello più basso del mondo.

Il primato delle vette umane è ormai da diversi mesi nelle mani di Sultan Kösen, un trentunenne turco alto ben 251 centimetri. A causa di un malfunzionamento dell’ipofisi e della conseguente iperproduzione di ormoni, il giovane è cresciuto senza sosta sin dalla prima infanzia. A seguito di un delicato intervento condotto negli Stati Uniti, Sultan è finalmente riuscito a stabilizzare la sua condizione, pur mantenendo ben stretto lo scettro del libro dei record. Nonostante un breve passato nell’universo della pallacanestro, questa disfunzione non è priva di conseguenze: l’uomo deve infatti costantemente accompagnarsi a un bastone, per aiutare a sorreggere il corpo e gli arti inferiori sempre affaticati da una simile stazza.

Sul versante opposto della statura, invece, il podio è saldamente occupato da Chandra Bahadur Dandi, un arzillo settantacinquenne nepalese alto solo 54,60 centimetri. Apparso sulla stampa internazionale soltanto due anni fa, data ufficiale di certificazione del record, l’uomo ha condotto un’esistenza del tutto pacifica, fatta eccezione per qualche acciacco dovuto alle dimensioni ridotte delle articolazioni.

In occasione del meeting in quel del St. Thomas Hospital di Londra, i due si sono potuti finalmente incontrare dopo anni di estenuante attesa. E insieme han scoperto come a unirli non via soltanto un primato, ma anche la difficoltà di vivere in un mondo che non sempre è a loro misura. «Poter incontrare Chandra dopo tutto questo tempo è fantastico», spiega Sultan, «sebbene lui sia basso e io alto, abbiamo vissuto problemi simili nel corso delle nostre vite. E quando guardo gli occhi di Chandra, vedo come sia un buon uomo».

Per Chandra, in particolare, il record mondiale ha rappresentato una possibilità: quella di poter viaggiare e conoscere nuove culture, un desiderio che l’uomo ha coltivato sin da bambino tuttavia mai realizzato per mancanza di fondi. «Ho avuto per tutta la vita il sogno di viaggiare e di entrare nel Guinness dei Record», racconta ai microfoni del Telegraph, «sono onorato di essere a Londra, ho sempre desiderato visitarla, e il fatto che io abbia potuto incontrare Sultan è speciale. Mi rende estremamente orgoglioso poter rappresentare il Nepal in giro per il mondo e sono estremamente commosso per il supporto che ricevo».

Non solo altezza, ma anche creatività mescolata a un pizzico di follia. Il Guinness World Records Day è infatti una giornata di vera e propria sperimentazione, con oltre 600.000 partecipanti sparsi in tutto il mondo. E sono tre i record più insoliti raggiunti nella giornata di ieri: quello del maggior numero di persone vestite da pinguino a Londra, il primato per le colazioni a letto sincronizzate in tutto il mondo e, non ultimo, il più alto numero di passi di cancan eseguiti in soli 30 secondi.

Fonte: Telegraph

Immagine: Guinness World Records