Da giorni l’uragano Harvey sta mettendo a dura prova lo stato del Texas, negli Stati Uniti. Oltre ad aver provocato almeno trentasette vittime, il violento fenomeno meteorologico, adesso fortunatamente declassato a tempesta tropicale dopo aver perso forza, avrebbe provocato danni anche in un impianto chimico di Crosby. Chi ha dato l’allarme avrebbe riferito di almeno due esplosioni provenienti dall’impianto e di una densa colonna di fumo nero ergersi proprio dallo stabilimento.

Le sostanze chimiche fuoriuscite dall’impianto che ha subito danni avrebbero provocato dei malori in un poliziotto accorso sul posto, che le avrebbe inalate. L’uomo sarebbe stato immediatamente trasportato in ospedale. Da quanto risulta, le medesime sostanze sarebbero state inalate anche da altre persone e nonostante siano rimaste tutte intossicate, le autorità avrebbero assicurato che i fumi non sarebbero tossici.

Il pericolo che l’uragano Harvey potesse creare danni all’impianto chimico era stato affrontato mettendo in campo un piano di emergenza: prevedendo esplosioni, l’area attorno all’impianto era stata già evacuata. Questo ha ovviamente permesso poi di limitare le conseguenze negative provocate dalle due esplosioni avvenute.

E mentre l’uragano Harvey perde potenza, il numero delle vittime continua a salire. Attualmente, come detto l’uragano ha provocato quasi quaranta morti. Solo nella giornata ieri è stata recuperata un’intera famiglia di sei persone (genitori e quattro bambini), il cui minivan era finito in un fiume.