Polizia ancora nel mirino in Usa. Teatro della violenza questa volta è Kansas City, in Missouri, dove un agente è rimasto ucciso durante una sparatoria. La vittima, il capitano Robert David Melton, di 46 anni, aveva risposto ad una chiamata che segnalava spari provenienti da un veicolo in sosta. Giunto sul posto con alcuni colleghi, l’agente si è trovato alla prese con gli occupanti dell’auto in fuga a piedi: uno dei sospettati è stato immediatamente fermato, ed è al momento sotto custodia; l’inseguimento del complice si è invece protratto per una ventina di minuti, durante i quali sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco, alcuni dei quali hanno raggiunto il capitano Melton. Immediatamente trasportato in ospedale, l’agente è morto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.

Il portavoce della polizia, Cameron Morgan, ha spiegato che  Melton è stato raggiunto da diversi colpi. La polizia ha arrestato due sospetti, ma ritiene che almeno altri due siano riusciti a darsi alla fuga. Ancora troppo presto per capire se la sparatoria di ieri notte possa essere collegata agli attacchi di Dallas o Baton Rouge. Le indagini sono attualmente in corso.

L’episodio è infatti avvenuto a soli due giorni dall’agguato di Baton Rouge, in Louisiana, in cui un ex marine afroamericano di 29 anni ha ucciso tre poliziotti. Per Kansas City (che tra l’altro è la città di Gavin Long, killer di Baton Rouge) si tratta della seconda sparatoria con agenti coinvolti da questa primavera. Nel mese di maggio, un altro poliziotto era stato ucciso a Kansas, nei pressi dell’autostrada.

Il presidente Usa, Barack Obama, che ha più volte invitato al dialogo e alla calma, ribadisce ancora una volta l’impegno a sostenere le forze dell’ordine, respingendo “il tentativo di alcuni di usare questo momento per dividere la polizia e le comunità in cui opera”.