Usa, una massiccia interruzione ai computer della dogana ha provocato lunghe code e disagi in diversi scali aeroportuali americani. A segnalarlo è la Nbc e le numerose condivisioni dei passeggeri, che hanno sfogato la propria frustrazione e descritto in tempo reale la situazione via Twitter.  Tra gli scali interessati, il John F. Kennedy di New York, l’aeroporto internazionale di Boston, il Dallas Forth-Worth International, il Charlotte Douglas International Airport e quello di Atlanta, lo scalo più trafficato al mondo.

Le operazioni relative alla sicurezza hanno dunque subito forti rallentamenti, con ritardi su diversi voli e il formarsi di lunghe code alle dogane. L’ interruzione è durata per diverso tempo e il guasto è stato definitivamente risolto soltanto dopo alcune ore. A scatenare il caos, il malfunzionamento del sistema telematico di monitoraggio aeroportuale delle liste di sospetti terroristi che potrebbero provare ad imbarcarsi sui voli americani, la cosiddetta “black list”. Nonostante la situazione stia tornando alla normalità, al momento, i funzionari responsabili non sono ancora in grado di individuare con precisione le cause del blocco dei terminali. Indagini più precise sono attualmente in corso.

La stesura di una blacklist di Paesi “a rischio” rientra nelle misure cautelative che gli Usa hanno recentemente adottato per cercare di prevenire nuovi eventuali attacchi o allarmi terroristici. Ai quattro paesi che gli Usa ritengono “sponsor del terrorismo”, quali Cuba, Iran, Sudan e Siria, nella lista nera sono stati aggiunti altri dieci potenziali nemici: Afghanistan, Algeria, Arabia Saudita, Iraq, Libano, Libia, Nigeria, Pakistan, Somalia e Yemen. I viaggiatori provenienti da tali nazioni sono quindi soggetti a controlli sistematici, anche grazie all’ introduzione del “body scanner”.