L’Italia può e deve impegnarsi maggiormente nella lotta all’ISIS. È il messaggio rivolto dal Pentagono al Governo italiano a dicembre del 2015 in una lettera indirizzata al ministro della Difesa Roberta Pinotti. Il documento, pubblicato dal sito WikiLao, è stato diffuso il 28 gennaio scorso dal New York Times. La lettera porta la firma di Ashton Carter, segretario della Difesa statunitense.

Carter, pur esprimendo apprezzamento per l’impegno profuso dall’Italia nella lotta ai terroristi dell’ISIS, si dice convinto che il nostro Paese possa fare molto di più.

Apprezziamo profondamente l’impegno dell’Italia in questa lotta, tuttavia c’è ancora molto lavoro da fare.  Gli italiani hanno guidato l’addestramento delle forze di polizia in Iraq oggi impegnate nella riconquista delle città occupate dalle milizie dell’ISIS. L’Italia potrebbe aiutare la coalizione inviando altri istruttori e militari per vigilare sul territorio ed effettuare operazioni di intelligence.

Carter ha chiesto inoltre all’Italia un impegno maggiore nell’offensiva militare contro l’ISIS e l’invio di équipe di ricerca e salvataggio.

Lotta all’ISIS: appello degli USA anche agli altri alleati

La lettera inviata dal Pentagono al ministro della Difesa italiano non è l’unica recapitata agli alleati degli USA. Il Pentagono ha scritto anche agli altri membri della coalizione per sollecitare un maggiore impegno nella guerra all’ISIS. Nei prossimi mesi secondo le autorità militari americane gli alleati degli USA dovranno inviare decine di istruttori, generali e truppe in Iraq e in Siria per lanciare una grande offensiva contro l’autoproclamato Stato Islamico e isolare i miliziani.

Come riferito da Carter al presidente Obama in un recente incontro le truppe irachene, curde e siriane che stanno combattendo contro l’ISIS, conducendo una strenua resistenza, vanno sostenute e affiancate dalle forze USA e dagli altri eserciti occidentali. In passato la richiesta di inviare più truppe in Iraq e in Afghanistan era stata accolta con scetticismo da Obama ma l’avanzata dell’ISIS e la minaccia terroristica stanno spingendo il leader dei democratici a riconsiderare l’invio di altre milizie nei territori presi di mira dagli estremisti islamici.