E’ stata una notte di scontri a Charlotte, nel North Carolina, dove molte persone sono scese in strada per manifestare contro la violenza della polizia americana. I media locali, in un primo momento, avevano parlato di una persona “morta per colpi di arma da fuoco”, poi si è appreso, invece, che si trova in condizioni critiche in ospedale e che, dunque, sarebbe in pericolo di vita. A sparare sarebbe stato un civile, secondo l’amministrazione cittadina la quale ha smentito il coinvolgimento della polizia. Mentre il governatore del North Carolina, Pat MacCroy, ha dichiarato lo stato d’emergenza, la Guardia Nazionale è dovuta intervenire per assistere la polizia locale nella gestione della rivolta.

Usa, manifestanti contro la violenza della polizia

Centinaia le persone in piazza per manifestare contro la violenza della polizia che, di recente, ha ucciso un afroamericano di 43 anni, padre di sette figli. Gli agenti, nel corso della rivolta, hanno lanciato gas lacrimogeni per poter disperdere la folla che, intanto, diventava sempre già numerosa. Gli spari, invece, sarebbero avvenuti in un’altra zona di Charlotte, sempre negli Usa, mentre una parte dei manifestanti si trovava davanti all’ingresso di un hotel. Alcuni di questi, secondo i media locali, avrebbero forzato il cordone dei poliziotti in tenuta anti-sommossa.

Usa, in piazza anche a New York

Stessa situazione anche a New York dove centinaia di persone sono scese in strada per protestare contro la polizia e per dire no a quanto successo a Charlotte e a Tulsa. I manifestanti, in questo caso, hanno bloccato il traffico all’incrocio tra Broadway e la Fifth Avenue ma non si sono registrati scontri.