Una lunga notte di veglia si è tenuta a Dallas, Usa, per rendere omaggio ai 5 agenti uccisi venerdì 8 luglio durante un corteo di protesta contro l’uso sproporzionato della forza contro i neri d’America da parte delle forze dell’ordine. Brent Thompson, Michael Krol, Patrick Zamarripa, Lorne Ahrens e Michael Smith, questi i “supereroi” di Dallas, come li ha definiti il capo della polizia David Brown, rivolgendosi alla folla radunatasi davanti alla centrale della polizia. Migliaia le persone che hanno preso parte alla veglia a lume di candela di questa notte. Centinaia i mazzi di fiori che sono stati lasciati per le strade in omaggio alle vittime.

Oltre ad Obama, che per presenziare alle esequie ha anticipato il rientro negli Usa, durante la cerimonia interreligiosa in memoria degli agenti caduti prenderanno la parola anche il suo predecessore, George W. Bush, accompagnato dalla moglie Laura, e il vice presidente Joe Biden. Obama incontrerà quindi forma privata i familiari delle vittime, i cui funerali si svolgeranno nei prossimi giorni in diverse località del Texas.

Mentre Dallas piange le sue vittime, nel resto degli Stati Uniti continuano intanto gli episodi di violenza. Dopo gli oltre 250 fermi, al centro delle contestazioni è questa volta Philadelphia, dove si indaga sulle minacce ricevute via Facebook da ben di tre distretti di polizia. A Sacramento, in California, un uomo è stato invece ucciso da due agenti a seguito del suo “disordinato e minaccioso comportamento”, come ha spiegato portavoce della polizia Bryce Heinlein, mentre in Michigan un recluso condotto in tribunale ha sottratto la pistola a un’agente e ucciso due guardie.

Sulle tensioni razziali che stanno insanguinando gli Stati Uniti è intervenuto anche il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, che su Twitter scrive: “Guardate che cosa sta succedendo nel nostro Paese sotto la debole leadership di Obama e di gente come la corrotta Hillary Clinton. Siamo una nazione divisa“. E ancora: “Il presidente Obama vive in un mondo di fantasia“.