Dalle nostre parti li chiamiamo trombe d’aria – mentre negli Usa li chiamano tornado. Anche se il nome è diverso si tratta comunque di un violento “vortice d’aria che si origina alla base di un cumulonembo e giunge a toccare il terreno” – la definizione è di Wikipedia – che può generare venti fino a 500 chilometri orari. In Italia è raro che si presentino, anche se si ha notizie di trombe d’aria che abbiano colpito e danneggiato la Mole Antonelliana – 23 maggio 1953 -, ed in un caso a Volpago del Montello (in provincia di Treviso), 24 luglio 1930 si è verificato un evento di questo genere che sembra abbia raggiunto la categoria F5 – la più disastrosa.

Le ultime due trombe d’aria disastrose di cui abbiamo notizia sono avvenute nella laguna di Venezia e a Taranto – vicino all’Ilva – nel 2012. Si tratta comunque di poca cosa rispetto a quello che avviene nella cosiddetta “Tornado Alley” – ovvero Viale dei Tornado -, una zona flagellata dai tornado che comprende alcuni stati Usa – in particolare l’Oklahoma, ma anche Texas, Arkansas, Nebraska, Kansas, Missouri, Iowa, Dakota del Sud e Illinois. Questi fenomeni stanno colpendo in questi giorni diversi stati Usa, e ieri hanno causato la loro prima vittima in Texas, a Cisco, a 160 km da Fort Worth, un tornado si è abbattuto su due case nella contea di Eastland provocando la morte di una persona.

L’emergenza maltempo che sta colpendo gli Stati Uniti non riguarda solo i tornado: il Colorado in queste ore è colpito da una vera e propria tempesta di neve, mentre altre zone del paese sono colpite da tempeste tropicali.