Il Pentagono è pronto a togliere il divieto che impedisce ai transgender di prestare servizio militare. E’ iniziato infatti il procedimento che, da qui a sei mesi, porterà a far cadere l’ultimo tabù sessuale: il via libera a militari apertamente transessuali.

La decisione non è ancora stata formalizzata, ma secondo l’Associated Press, che per prima ha rivelato la notizia, l’annuncio arriverà in settimana. Il provvedimento non sarà però effettivo immediatamente e, almeno nelle sue prime fasi, riguarderà solo i transgender che già prestano servizio nelle Forze Armate.

I transessuali, uomini e donne, in uniforme sono già qui tra noi, anche se spesso hanno dovuto servire in silenzio, in armi accanto ai loro commilitoni“, ha infatti rivelato il ministro della Difesa Ashton Carter, che ha annunciato la formazione di un gruppo di esperti che nei prossimi sei mesi fornirà le valutazioni e gli strumenti necessari per aprire le porte ai trans in uniforme. Secondo fonti del Pentagono, attualmente sarebbero circa 15mila i transgender che prestano servizio in uniforme. Lo scopo del procedimento, almeno inizialmente, sarà quindi quello impedire che i transessuali che già sono in uniforme siano costretti ad abbandonare la carriera militare. “Vogliamo arrivare ad un punto in cui nessuno sia costretto a prestare servizio in silenzio e dove tutti i nostri soldati, marinai, avieri e Marine siano trattati con la dignità e il rispetto che meritano” ha quindi spiegato il ministro della Difesa lo scorso giugno, durante una cerimonia al Pentagono per il mese del Pride.

La decisione infatti altro non è che l’ultimo sviluppo del lento avanzare del rispetto dei diritti civili di tutti i cittadini, iniziato nei ranghi delle forze armate negli anni ’80 da Bill Clinton, con la dottrina, ipocrita ma efficace, del “don’t ask, don’t tell“, per cui gli omosessuali potevano servire il Paese in armi purché non ostentassero i loro orientamenti sessuali. Con Barack Obama, nel 2011, è quindi arrivata la svolta, con l’accettazione dei gay dichiarati ed ora l’esercito si apre ai transgender.