[AGGIORNAMENTO ore 12.00]: il quarto cecchino si è suicidato, non prima di aver avvisato le autorità che ci sarebbero delle bombe piazzate nella città di Dallas. La polizia ha avviato una perlustrazione in tutta la città con l’ausilio di cani appositamente addestrati per riconoscere l’esplosivo.

[AGGIORNAMENTO ore 9.30]: è salito a cinque il bilancio delle vittime tra gli agenti di polizia di Dallas. I negoziati tra il quarto uomo e le forze dell’ordine proseguono.

Quattro poliziotti sono rimasti uccisi a Dallas, in Usa, a seguito di una sparatoria scoppiata durante una manifestazione di protesta contro l’ uccisione di due afroamericani avvenuta negli scorsi giorni rispettivamente in Louisiana e Minnesota. Altri sette gli agenti rimasti feriti. I testimoni riferiscono di decine di colpi esplosi da quella che è sembrato essere un’ arma semi-automatica.

Lo scenario che si delinea è quello di un vero e proprio assalto armato ai danni delle forze dell’ ordine. Ancora non è del tutto chiara la dinamica dei fatti. Tre i possibili cecchini che, come ha spiegato il capo della polizia di Dallas, David Brown, sparavano contro “la polizia da posizioni elevate“. Dodici in totale gli agenti rimasti a terra. Tra i sette feriti, alcuni versano in condizioni critiche e sono stati sottoposti a interventi chirurgici.

Tre persone sono state immediatamente fermate dalle forze di sicurezza. Un quarto uomo si è invece asserragliato al secondo piano di in un garage nel centro di Dallas, minacciando di far esplodere degli ordigni disseminati nella zona. I negoziati sono attualmente in corso. La polizia invita intanto gli abitanti a non muoversi dagli edifici in cui hanno trovato riparo.

Nella conferenza stampa seguita ai fatti, il capo della polizia ha spiegato come l’ obiettivo del commando fosse “ferire o uccidere il maggior numero possibile di agenti”. “È stato un agguato” continua David Brown “crediamo che i sospetti si siano posizionati in modo da triangolare la posizione degli agenti”, alcuni dei quali sono stati colpiti alle spalle.

L’ ondata di proteste per la morte di Alton Sterling e Philando Castile si è diffusa ieri in diverse città degli Usa, da Chicago, dove i manifestanti hanno occupato per diversi minuti una delle principali arterie della città, fino a New York, dove i manifestanti sono scesi in Times Square sotto lo slogan “Mani in alto, non sparare”. Oltre una dozzina, in totale, le persone fermate.