Ha 61 anni l’uomo, accusato di avere ucciso una ragazza disabile di 23 anni a Knoxville nel lontano 1981, che oggi è stato giustiziato sulla sedia elettrica in Tennessee, negli Stati Uniti. Nello specifico, si tratta del secondo caso in due mesi dopo 20 anni di esecuzioni con iniezione letale.

L’uomo è stato dichiarato morto alle 19.25 (ora locale) all’interno della prigione di massima sicurezza di Nashville. Era rimasto per 36 anni nel braccio della morte, più di ogni altro detenuto nello Stato. Una pena esemplare da parte degli USA per un efferato crimine, per di più commesso ai danni di una disabile di appena 23 anni.

Come riportato dai media, al momento dell’esecuzione non erano presenti i familiari né del detenuto né tanto meno della vittima. In questi anni era stata avanzata anche una richiesta di grazia che, però, è stata respinta nonostante – secondo il legale dell’uomo – lui stesso avesse subito (in passato) abusi da parte della madre e del suo compagno. I giudici americani non lo hanno creduto e hanno proceduto con la pena di morte.

In Tennessee i detenuti che hanno commesso crimini prima del 1999 – come in questo caso – possono scegliere se essere uccisi con la sedia elettrica o con l’iniezione letale. In molti hanno voluto evitare l’agonia provocata dal midazolam.