Gli smartphone accompagnano ormai ogni momento della quotidianità, anche quelli più intimi. E, così, sempre più persone portano l’adorato device anche al bagno, per passare il tempo durante l’espletazione dei comuni bisogni fisiologici. Eppure, l’uso dei gadget tecnologici anche alla toilette potrebbe non essere una delle idee più brillanti, non solo per il rischio di lasciar cadere un terminale da 700 euro in acqua, ma anche per questioni igieniche.

Charles Gerba e Kelly Reynolds, professori di microbiologia e salute ambientale, sono stati interrogati da BuzzFeed in merito all’abitudine di portare lo smartphone anche al bagno. Secondo gli esperti, questo comportamento non sarebbe dei più salutari, perché normalmente i sanitari conservano batteri e germi di origine fecale che, una volta tirato lo sciacquone, possono diffondersi in ogni direzione per parecchi centimetri. Tali agenti indesiderati, proprio per questo motivo, possono depositarsi sulla superficie e sullo schermo dello smartphone, entrando poi in contatto con le mani e il volto del proprietario. «Quando si tira lo sciacquone – spiega Reynolds – l’acqua con feci e urine può essere spruzzata fino a 180 centimetri in ogni direzione. Le sostanze disperse aumentano a ogni uso quindi, se si tratta di un bagno pubblico, vi sarà l’acqua della toilette letteralmente dappertutto, in particolare sul rotolo della carta igienica, poiché il più vicino alla tazza». Per evitare inutili rischi, allora, meglio rinunciare a rispondere ai messaggi degli amici o a cercare l’anima gemella online proprio in un momento tanto intimo.

Fonti: BuzzFeed, Mirror