I giudici della prima sezione civile della Corte d’Appello di Palermo hanno rigettato gli appelli dell’Avvocatura dello Stato contro quattro sentenze emesse nel 2011 dal tribunale del capoluogo siciliano sul disastro del Dc-9 Itavia precipitato a largo di Ustica il 27 giugno 1980 – causando la morte delle 81 persone a bordo del velivolo.

Per i giudici quindi la strage di Ustica è stata provocata da un missile lanciato contro il Dc-9 da un altro aereo che intersecò la rotta del volo dell’Itavia – Nel 2007 l’ex-presidente della Repubblica Francesco Cossiga, all’epoca della strage presidente del Consiglio, aveva detto che la strage era stata causata da un missile francese lanciato per abbattere l’aereo su cui si sarebbe trovato il dittatore libico Gheddafi. Non ci sono ipotesi alternative – ovvero niente bomba a bordo o cedimento strutturale.

Questa sentenza riguarda il rito civile nato dalla citazione dei Ministeri dei trasporti e della difesa, da parte di 68 familiari delle vittime assistiti dagli avvocati Daniele Osnato e Alfredo Galasso. Il primo grado si era concluso con una sentenza che aveva stabilito un risarcimento per le famiglie di oltre cento milioni di euro.

A chiosa della notizia citiamo due commenti. Il primo è di Daria Bonfietti, presidente dell’associazione familiari delle vittime della strage di Ustica “è la conferma che leggendo bene non si può non scrivere, come già hanno fatto due sentenze delle Cassazione, che i ministeri sono responsabili. E che dopo la sentenza-ordinanza del giudice Priore, che ha accertato definitivamente le cause, ogni richiesta in sede civile non può che terminare, ragionevolmente, in questo modo“. Il secondo è di Paolo Bolognesi, deputato Pd e presidente dell’associazione vittime della strage di Bologna: “Oggi è stata sconfessata l’Avvocatura della Stato, che si è opposta al risarcimento di familiari di alcune delle vittime della strage di Ustica, sostenendo, tra l’altro, l’impossibilità di provare che un missile abbatté l’aereo, ipotesi definita fantasiosa“. L’onorevole conclude così “Visto che altre due sentenze della Cassazione confermavano già quello scenario, l’azione dell’Avvocatura era destinata a fallire, con disprezzo delle vittime oltre che con grande spreco di denaro pubblico. Ora il Governo spieghi“.