Il significato stretto dell’ aggettivo uterino (dal latino tardo ‘uterinus’, derivato di ‘utĕrus’ = ‘utero’) è quello di “attinente all’ utero” , “relativo all’ utero”, “che concerne l’ utero”, ovvero quell’ organo che, insieme ad ovaie, tube di Falloppio, vagina e vulva, forma l’ apparato riproduttore femminile. Esempi di utilizzo del termine sono le espressioni:  gravidanza uterina, dolori u., arteria u., fibroma u., cervice u., ecc.

In senso figurato, l’ aggettivo uterino è tuttavia utilizzato, spesso con intento scherzoso o spregiativo, anche per descrivere un comportamento o un atteggiamento istintivo, ritenuto privo di equilibrio e ponderatezza e quindi spesso apparentemente strano e bizzarro. Si è soliti definire tali quei comportamenti ritenuti – in virtù di stereotipi – tipicamente appartenenti all’ universo femminile, istintivi e viscerali. In questa seconda accezione, esempi di utilizzo del termine sono le espressioni: reazioni uterine, uno sfogo u., carattere u., atteggiamento u., uno scatto u., attaccamento u, ecc. Sinonimi dell’ aggettivo possono quindi essere considerati: irrazionale, viscerale, impulsivo, irriflessivo, incostante, lunatico, temperamentale, umorale, volubile, emotivo e passionale. Contrari sono invece: controllato, equilibrato, ragionevole e razionale.

Si dicono infine “fratelli uterini” due bambini nati dalla stessa madre, ma da padri diversi. Si tratta quindi di fratelli unilaterali che condividono il genitore di sesso femminile.