La sociologa Daniela Danna, esperta di maternità surrogata, è contraria alla pratica dell’utero in affitto che non è inserito nel ddl Cirinnà. La Danna è ricercatrice presso l’Univeristà degli studi di Milano dove insegna Politica Sociale ed era presente al convegno mondiale sull’utero in affitto programmato qualche giorno fa a Parigi.

Daniela Danna si è espressa molto chiaramente riguardo il tema in oggetto andando a delineare un concetto di madre: La madre è quella che partorisce, punto. Non si può creare un mercato di bambini”. Questa sua convinzione è data dal fatto che come donna e studiosa dice no alle “madri in affitto”.

Riguardo ai temi inseriti nel ddl Cirinnà che prevede il riconoscimento dei diritti civili e la possibilità per le coppie omosessuali di adottare il figlio del partner anche dal padre o madre non biologica ammette grazie alla stepchild adoption: “Forse unioni civili e stepchild adoption andavano separate. Così il testo sarebbe stato meno attaccabile sulla questione della maternità”.

Il tema dell’utero in affitto, lo ricordiamo, non è inserito nel testo del decreto legislativo con prima firmataria la Cirinnà ed è una pratica vietata in Italia dalla legge 40.

Il convegno di Parigi ha promulgato la Carta di Parigi che ha come obbiettivo rendere fuorilegge la pratica dell’utero in affitto a livello internazionale, proibire dovunque “una pratica sociale ingiusta e che lede i diritti fondamentali dell’essere umano”.